“Sai Da Vinci…”. Le parole di Nicola Gratteri e scoppia il caso. Cosa è successo

Giovanni Poloni

10/03/2026

La frase contestata e il post diventato virale

Il riferimento, spiegano i promotori, rimandava a un post diffuso dalla pagina Socialisti Gaudenti, con una foto del cantante e la scritta: “La mia canzone si intitola ‘Per sempre sì’ ma al referendum costituzionale voterò No alla riforma Nordio”. Ma quella citazione sarebbe stata inventata e poi smentita dallo stesso artista.

La scena si sarebbe consumata durante “In altre parole” su La7, condotto da Massimo Gramellini. In studio il conduttore aveva fatto una domanda in tono ironico sulla canzone vincitrice del Festival di Sanremo, “Per sempre sì”, che suonava quasi come uno slogan. A quel punto, il magistrato avrebbe risposto che il vincitore del Festival “ha detto che voterà No!”, contribuendo — secondo il comitato — a far rimbalzare una notizia falsa davanti a un pubblico molto ampio.

Sal Da Vinci, protagonista involontario del caso legato al referendum
 
 
 
 
 
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Le parole sulla legalità che infiammano lo scontro

Ma non è tutto. La polemica si è allargata anche per un’altra dichiarazione di Gratteri, che ha acceso reazioni politiche e mediatiche mentre il referendum sulla giustizia entra nella sua fase più calda.

Gratteri ha infatti dichiarato: “Al referendum sulla Giustizia per il ‘no’ voteranno le persone perbene, quelle che credono che la legalità sia importante per il cambiamento della Calabria. Voteranno per il ‘si’ gli indagati, gli imputati, la massoneria deviata e i centri di potere che non avrebbero vita facile con una giustizia efficiente”.

Perché questa storia parla anche di tv, social e percezione pubblica

Il punto, al di là delle posizioni, è come oggi una campagna referendaria finisca per vivere (e crescere) tra clip, frasi estrapolate e contenuti virali. Nel giro di poche ore un riferimento a una canzone, un post online e una battuta in studio possono trasformarsi in un caso nazionale.

E mentre il Paese si avvicina al voto del 22 e 23 marzo, la sensazione è che ogni intervento pubblico — soprattutto se arriva da figure molto note — pesi doppio: per quello che dice e per come viene rilanciato. Nel frattempo, lo scontro tra e No continua, sempre più acceso e sempre più esposto alla lente dei social.