“Sai Da Vinci…”. Le parole di Nicola Gratteri e scoppia il caso. Cosa è successo

Giovanni Poloni

10/03/2026

Il countdown è partito: tra pochi giorni gli italiani torneranno alle urne per il referendum sulla giustizia del 22 e 23 marzo. Un appuntamento che sta già infiammando la conversazione pubblica, tra talk show, social e dichiarazioni a raffica. Il tema è tecnico, sì, ma l’effetto è da “evento pop”: tutti ne parlano e ogni frase rischia di diventare un caso.

Al centro della scena c’è la riforma Nordio, con il classico fronte diviso tra e No. E mentre la campagna entra nella fase decisiva, una polemica esplosa in televisione ha acceso ancora di più i toni, trascinando dentro anche un nome amatissimo dal pubblico.

Un referendum che è diventato anche un fenomeno mediatico

Negli ultimi giorni il dibattito sulla riforma della giustizia si è trasformato in un confronto continuo: dichiarazioni, repliche, clip rilanciate online e accuse di disinformazione. Non si discute solo di norme e procedure: il voto è ormai percepito come uno scontro culturale su cosa significhi “legalità” e su come dovrebbe funzionare la macchina giudiziaria.

Da una parte, chi sostiene il parla di un’occasione per rendere il sistema più efficiente e meno lento. Dall’altra, il fronte del No teme che la riforma possa indebolire il ruolo della magistratura e il contrasto alla criminalità. In questo clima, basta poco perché una frase detta in diretta diventi un detonatore.

Nicola Gratteri al centro della polemica sul referendum sulla giustizia

Il caso Gratteri: la segnalazione del comitato “Sì Riforma”

La scintilla arriva dalle parole di Nicola Gratteri, procuratore della Repubblica di Napoli, finito al centro di una bufera mediatica. A puntare il dito è il Comitato “Sì Riforma”, che in un video pubblicato sui social lo accusa di aver diffuso una fake news durante un programma televisivo.

Secondo il comitato, Gratteri avrebbe detto in diretta che Sal Da Vinci aveva annunciato l’intenzione di votare No al referendum. Una notizia che, però, sarebbe risultata falsa e nata da un contenuto circolato in rete.

Sal Da Vinci tirato in ballo nella polemica sul referendum