“Non siamo in guerra e non vogliamo entrarci”
Meloni ha definito l’intervento di USA e Israele in Iran come “un’operazione a cui l’Italia non prende parte e non intende prendere parte”. Ha però inserito questa posizione in una lettura più ampia della crisi del diritto internazionale, indicando nell’invasione russa dell’Ucraina il momento in cui tutto è cambiato: “Siamo di fronte a una evidente crisi del diritto internazionale e degli organismi multilaterali. Un processo in corso da tempo, ma che ha avuto un punto di svolta preciso: l’invasione di una nazione vicina da parte di un membro permanente del Consiglio di sicurezza ONU.”
Ha anche risposto senza mezzi termini a chi la accusava di incoerenza rispetto alla Spagna: “Anche il governo spagnolo ha detto che al di fuori dell’accordo bilaterale non ci sarà alcun utilizzo delle basi. È esattamente quello che fa l’Italia. Stupisce che questa scelta venga condannata in Patria ed esaltata in Spagna dalle stesse identiche persone.”
Basi USA: il Parlamento decide sulle operazioni offensive
Il punto più atteso dell’intervento riguardava le basi militari americane in Italia. Meloni ha distinto con precisione due scenari. Per attività logistiche e non cinetiche — che non comportano bombardamenti — esistono già autorizzazioni previste dagli accordi internazionali vigenti. Per tutto il resto, la posizione è inequivocabile: “Nel caso in cui dovessero giungere richieste di uso delle basi italiane per altre attività, la competenza a decidere spetterebbe al Parlamento. Ribadisco con chiarezza: ad oggi non è pervenuta alcuna richiesta in questo senso. Noi non siamo in guerra e non vogliamo entrarci.”
“Chi specula sui carburanti verrà tassato”: l’avvertimento agli energetici
Sul fronte economico, Meloni ha lanciato un avvertimento esplicito alle aziende energetiche: “Il messaggio che voglio dare a chi dovesse pensare di sfruttare questa situazione per arricchirsi sulla pelle dei cittadini è semplice: consiglio prudenza. Faremo tutto quello che possiamo per impedire che si speculi sulla crisi, compreso recuperare i proventi della speculazione con una maggiore tassazione.” Una dichiarazione che apre concretamente la porta a una nuova tassa sugli extraprofitti energetici — misura che lo stesso governo aveva smantellato meno di un anno fa, e che ora torna sul tavolo sotto la pressione dei prezzi esplosi.
Minab, Libano e Unifil: i passaggi internazionali
Meloni ha condannato senza riserve i bombardamenti che hanno colpito la scuola femminile di Minab, causando la morte di almeno 168 bambine e alcune insegnanti: “Si accertino le responsabilità. Va preservata l’incolumità dei civili e dei bambini.” Sul Libano ha riferito di aver parlato direttamente con Netanyahu, manifestandogli “la contrarietà dell’Italia a qualsiasi escalation” pur nel rispetto del diritto israeliano all’autodifesa dagli attacchi di Hezbollah. Ha infine ribadito che la sicurezza degli oltre mille soldati italiani Unifil presenti nel Paese deve essere garantita senza eccezioni.