Meloni in Parlamento sulla guerra in Iran: la posizione dell’Italia

Giovanni Poloni

11/03/2026

giorgia meloni guerra

La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha preso la parola questa mattina nell’Aula del Senato per le comunicazioni in vista del Consiglio Europeo del 19 e 20 marzo 2026, con un intervento che ha fissato in modo netto la posizione ufficiale dell’Italia sulla guerra in Iran.

Un discorso denso, costruito attorno a pochi punti irrinunciabili: l’Italia non entrerà in guerra, nessuna base americana sul suolo italiano potrà essere usata per operazioni offensive senza un voto del Parlamento, chi specula sui carburanti verrà tassato, e la strage delle bambine nella scuola di Minab esige che si accertino le responsabilità senza ambiguità.

Meloni ha parlato alle 9:30, con il Senato che aveva già respinto in mattinata la richiesta delle opposizioni di limitare le comunicazioni al solo dossier iraniano — 84 no contro 53 sì. Nel pomeriggio alle 16 interverrà alla Camera. Il discorso di questa mattina va letto in un contesto preciso: è la prima volta che la premier si presenta formalmente in Parlamento dall’inizio del conflitto, con un mandato che il governo vuole portare ai tavoli europei con una legittimazione parlamentare solida.

Quattro i temi centrali, ognuno con implicazioni concrete per l’Italia.