Mauro Marin non è il tipo che aspetta che siano gli altri a risolvere i problemi. Il macellaio trevigiano di 45 anni, diventato famoso in tutta Italia come vincitore del Grande Fratello 2010, lo ha dimostrato nel modo più plastico possibile nella notte tra giovedì e venerdì 13 marzo: svegliato dagli abbaiti dei cani nel cuore della notte, si è alzato dal letto, ha preso l’ascia che tiene in casa per difesa e ha affrontato a viso aperto i due ladri che avevano fatto irruzione nel suo capannone di duemila metri quadri a Poisolo, frazione di Castelfranco Veneto, dove vive e gestisce il salumificio di famiglia.
Quello che è successo nei minuti successivi — una colluttazione brutale fatta di pugni, testate e insulti in dialetto veneto, con i due malviventi che alla fine sono scappati a piedi per i campi dopo che il tentativo di fuggire con il suo furgone è andato a vuoto — Marin lo ha raccontato personalmente al Corriere del Veneto, con il tono diretto e senza filtri di chi ha ancora la mano gonfia ma non ha nessuna intenzione di fare la vittima.
La storia però non finisce con la fuga dei ladri. E il capitolo più inquietante è quello che i Carabinieri hanno trovato sul posto durante il sopralluogo.