“I no vax mi hanno stufato!” Bassetti, il duro attacco e l’allarme per la nuova pandemia

Giovanni Poloni

19/03/2026

matteo bassetti

Le autorità sanitarie invitano a prestare attenzione ai segnali precoci, tra cui:

febbre alta, rigidità del collo, alterazioni dello stato di coscienza e la comparsa di petecchie sulla pelle.

Una diagnosi tempestiva può fare la differenza tra la vita e la morte, vista la rapidità con cui la malattia può peggiorare.

Cluster, non epidemia: il chiarimento degli esperti

Nonostante l’allarme, altri specialisti invitano a non parlare di epidemia in senso stretto. Secondo Fabrizio Pregliasco, si tratterebbe piuttosto di un cluster localizzato, sviluppatosi in ambienti come scuole e università, dove il contatto ravvicinato favorisce la trasmissione.

Il meningococco si diffonde per via respiratoria, ma non ha lo stesso livello di contagiosità di virus come influenza o Covid-19.

La pericolosità, però, resta elevata proprio per la rapidità di evoluzione della malattia.

Profilassi e vaccini: le armi principali

Le autorità britanniche hanno avviato una vasta campagna di profilassi, coinvolgendo circa 30mila persone, mentre cresce la richiesta di vaccinazione tra i giovani.

I vaccini disponibili coprono diversi sierogruppi (A, B, C, W, Y) e hanno già dimostrato di ridurre significativamente i casi nei Paesi in cui sono stati ampiamente utilizzati.

Per Bassetti, è proprio la prevenzione la chiave: «Basta con le polemiche sui vaccini, servono strumenti concreti per fermare il contagio».

Qual è il rischio per l’Europa

Secondo il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ecdc), il rischio di diffusione su larga scala resta basso.

I dati più recenti indicano che nell’Unione Europea e nello Spazio Economico Europeo si registrano ogni anno migliaia di casi, ma con un’incidenza contenuta rispetto alla popolazione.

Il sierogruppo B rappresenta comunque la quota più rilevante delle infezioni.

Attenzione alta, ma senza allarmismi

Il focolaio nel Kent rappresenta un campanello d’allarme sulla necessità di mantenere alta la vigilanza, soprattutto nei contesti frequentati da giovani.

Allo stesso tempo, gli esperti sottolineano che con diagnosi rapide, profilassi e vaccinazione è possibile contenere la diffusione e ridurre i rischi.

Una situazione da monitorare con attenzione, ma senza creare panico, puntando invece su informazione e prevenzione.