“Gli italiani pagheranno il conto”: Petrolio russo, la maggioranza si spacca

Giovanni Poloni

15/03/2026

meloni tajani salvini

La guerra in Iran ha fatto quello che le guerre fanno sempre: ha alzato il prezzo dell’energia, ha messo sotto pressione le famiglie italiane, ha costretto i governi a scegliere da che parte stare. E in Italia, quella pressione ha prodotto una crepa visibile all’interno della maggioranza di governo.

Il punto di rottura è il petrolio russo: Matteo Salvini vuole valutare l’allentamento delle sanzioni su Mosca, sull’esempio degli Stati Uniti di Donald Trump. Antonio Tajani dice no, in modo netto e senza spazio per l’interpretazione. E Giorgia Meloni, come accade spesso nei momenti di tensione interna alla coalizione, sceglie di non esporsi.

tajani salvini

Non è la prima volta che i due vicepremier si trovano su posizioni opposte. Ma questa volta la posta in gioco è alta, il contesto internazionale è esplosivo e la frattura è avvenuta in pubblico, con dichiarazioni che si contraddicono a distanza di poche ore. Le opposizioni — che su altri temi sono divise tra loro — si trovano per una volta d’accordo su una cosa sola: il governo “va in ordine sparso” e la premier tace per non dover scegliere tra i suoi stessi alleati.

Ma cosa ha detto esattamente Salvini? E perché la sua posizione divide così profondamente anche all’interno della coalizione che sostiene il governo?