Il caso di Garlasco continua a restare al centro dell’attenzione mediatica e giudiziaria anche a quasi vent’anni dall’omicidio di Chiara Poggi. Una vicenda che, nonostante la condanna definitiva di Alberto Stasi, continua ancora oggi a produrre nuovi interrogativi, testimonianze inattese e piste investigative che sembrano riaprire scenari mai completamente chiariti.
Negli ultimi mesi la nuova indagine della Procura di Pavia ha riportato sotto i riflettori il nome di Andrea Sempio, oggi unico indagato nel nuovo filone investigativo. Attorno alla sua posizione si stanno concentrando consulenze tecniche, intercettazioni, impronte e ricostruzioni che potrebbero cambiare il quadro complessivo del delitto di Chiara Poggi.
La difesa di Sempio, rappresentata dagli avvocati Massimo Lovati, Angela Taccia e Simona Cataliotti, si prepara intanto a depositare una serie di consulenze che puntano a smontare diversi elementi considerati centrali dall’accusa.
Il caso dello scontrino e il pompiere amico della madre di Sempio
Tra i punti che continuano a far discutere c’è il famoso scontrino del parcheggio di Vigevano, considerato per anni uno degli alibi principali di Andrea Sempio.
Nelle ultime settimane è tornata al centro dell’attenzione la figura del pompiere che, secondo alcune ricostruzioni investigative, avrebbe avuto un ruolo nella consegna di quello scontrino tramite la madre di Sempio.
L’uomo, ascoltato dai carabinieri, ha confermato di aver avuto una relazione esclusivamente intima con la donna, precisando però che i loro incontri non avvenivano né a Vigevano né a Garlasco.
“Ci vedevamo solo occasionalmente a casa mia”, avrebbe spiegato agli investigatori, aggiungendo che la frequentazione sarebbe durata soltanto pochi mesi durante l’estate.
Le sue dichiarazioni hanno riacceso i dubbi attorno alla reale origine dello scontrino e alle modalità con cui venne acquisito dagli investigatori durante le prime fasi dell’inchiesta.
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