Francesca morta a 24 anni, il padre non si dà pace: “Ho pagato per farla morire”

Francesco Meletti

05/07/2026

La morte di Francesca Tucci, la giovane di 24 anni deceduta il 3 luglio nel reparto di Terapia Intensiva dell’ospedale Cardarelli di Napoli, è ora al centro di un’inchiesta della Procura. La ragazza era stata sottoposta a un intervento chirurgico in regime di intramoenia nella stessa struttura sanitaria e, dopo il peggioramento delle sue condizioni, è morta pochi giorni più tardi.

Il padre, Vincenzo Tucci, continua a chiedere che venga fatta piena luce su quanto accaduto. La famiglia ha presentato denuncia e ha deciso di affidarsi alla magistratura per accertare eventuali responsabilità. «Ho pagato per far morire mia figlia», ha dichiarato l’uomo, esprimendo tutto il dolore per una vicenda che ha profondamente colpito parenti e amici della giovane.

La Procura apre un’inchiesta

La Procura di Napoli ha aperto un fascicolo e disposto il sequestro della salma per consentire lo svolgimento dell’autopsia, ritenuta un passaggio fondamentale per chiarire le cause del decesso. L’incarico ai consulenti verrà conferito martedì 7 luglio e da quel momento prenderanno ufficialmente il via gli accertamenti medico-legali.

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L’esame autoptico rappresenta un atto irripetibile e servirà a verificare se il decesso sia stato causato da eventuali errori durante il percorso sanitario oppure da complicanze imprevedibili e non evitabili.

Tre sanitari iscritti nel registro degli indagati

Nell’ambito dell’inchiesta risultano iscritti nel registro degli indagati, come atto dovuto per consentire lo svolgimento degli accertamenti con tutte le garanzie difensive, tre sanitari coinvolti nella vicenda: il chirurgo Felice Pirozzi, Giuseppe Magno e Francesca Duro.

L’iscrizione non costituisce un giudizio di colpevolezza, ma rappresenta una procedura prevista dalla legge quando vengono disposti accertamenti irripetibili come l’autopsia.

L’attesa della famiglia

La famiglia di Francesca Tucci sarà assistita durante le operazioni peritali da un team di consulenti nominati dai propri legali. Tra questi figurano il medico legale Luca Scognamiglio e il professor Maurizio Gentile, incaricati di seguire tutte le fasi degli accertamenti tecnici.

L’obiettivo è comprendere cosa sia realmente accaduto dopo l’intervento chirurgico e se vi siano stati eventuali fattori che abbiano contribuito al peggioramento delle condizioni della giovane.

L’autopsia sarà decisiva

I risultati dell’esame autoptico potrebbero fornire le prime risposte sulla morte della 24enne e orientare le successive decisioni della Procura. Solo dopo gli accertamenti sarà possibile stabilire se il decesso sia riconducibile a eventuali responsabilità mediche oppure a complicanze non prevedibili.

Nel frattempo la famiglia continua ad attendere che venga fatta piena luce sulla vicenda, nella speranza di ottenere verità sulle ultime ore di vita della giovane.