Epatite A a Napoli non si ferma: 51 ricoverati al Cotugno, 14 nuovi casi in un giorno. Allarme per le pescherie

Giovanni Poloni

21/03/2026

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Come si è diffuso il virus e come proteggersi davvero

Il focolaio campano è quasi certamente legato ai fenomeni meteorologici estremi dei mesi scorsi. Le forti piogge invernali avrebbero causato esondazioni e contaminazioni fecali in alcune aree marine, portando alla positività del virus dell’epatite A in diversi lotti di mitili. Il meccanismo di trasmissione è quello classico dell’epatite A: via oro-fecale, ovvero il virus entra nell’organismo attraverso la bocca a causa di contatti con materiale contaminato da feci di persone infette. È un agente patogeno molto resistente, capace di sopravvivere a lungo nell’ambiente e sulle superfici.

La protezione, però, è più semplice di quanto sembri. La cottura degli alimenti a oltre 100°C per almeno un minuto è sufficiente per eliminare il virus. Il lavaggio frequente delle mani è l’altra misura fondamentale. Il messaggio delle autorità è preciso: il problema non è mangiare pesce o frequentare i ristoranti, ma consumare frutti di mare crudi provenienti da acque contaminate. Una distinzione che Confesercenti sta cercando disperatamente di far passare — con scarso successo fino a ora.

L’allarme di Confesercenti: “Pescherie giù del 60%, ristoranti del 30%”

Vincenzo Schiavo, presidente di Confesercenti Campania, non usa mezze misure nel descrivere la situazione economica del settore: “Il momento è difficile, partendo dalle pescherie alla ristorazione si registra un calo di richiesta del prodotto e quindi del fatturato.” I numeri che cita sono pesanti: “C’è un calo per le pescherie compreso tra il 40 e il 60% in base alla grandezza delle attività commerciali, mentre per i ristoranti siamo a un calo del 10-30%.”

La causa principale non è l’ordinanza del sindaco — che vieta solo i crudi, non il pesce cotto — ma la psicosi da contagio che si è diffusa tra i consumatori, spingendo molti a evitare qualsiasi prodotto ittico indipendentemente da come viene preparato. Un comportamento comprensibile sul piano emotivo, ma che rischia di fare danni enormi a un settore già fragile. Schiavo lancia un appello diretto: “È necessario che si comprenda che i frutti di mare cotti possono essere consumati e che i ristoratori sono attenti. Si deve informare correttamente le persone che non ci sono problemi ad andare al ristorante.”

Il ragionamento che fa il presidente di Confesercenti è quello di chi vede una doppia emergenza e teme che la seconda possa diventare più difficile da gestire della prima: “L’epatite A si prende anche con le mani sporche, serve prevenzione e non spaventare i consumatori. Se si ferma l’economia, il sistema va in crisi e c’è il rischio di avere disoccupati per strada e malati in ospedale.” Napoli si trova a combattere su due fronti contemporaneamente — e su entrambi il tempo stringe.