È morta Martina D’Este

Giovanni Poloni

11/03/2026

Da oltre quindici anni Martina combatteva contro una malattia che negli anni aveva richiesto diversi interventi. Nonostante le difficoltà, aveva continuato ad affrontare ogni fase con coraggio, lucidità e fiducia, mantenendo fino all’ultimo il suo caratteristico sorriso.

Un amico di famiglia, Paolo Dignani, ha ricordato: «Ci ha sconvolto come Martina abbia sempre affrontato la malattia con il sorriso, con fiducia e forza. Non si è mai persa d’animo, è rimasta lucida fino alla fine».

Il cordoglio della città di Tolentino

In queste ore sono numerosissimi i messaggi di cordoglio arrivati alla famiglia. Tra i primi quello del sindaco Mauro Sclavi, che ha espresso la vicinanza dell’intera comunità.

«Caro Massimo – ha scritto il primo cittadino – non avrei mai voluto scriverti questo messaggio. Ti sono accanto come padre comprendendo il grande dolore che provi nell’innaturalezza che ti costringe a salutare una figlia». Il sindaco ha ricordato anche il gesto del padre di Martina, Massimo D’Este, che aveva lasciato il ruolo di consigliere comunale per starle vicino durante la malattia.

L’amministrazione comunale ha sottolineato come la città ricorderà Martina «per il suo sorriso, per la sua forza e il suo coraggio nell’affrontare la malattia».

L’ultimo saluto nella basilica di San Nicola

L’ultimo saluto a Martina D’Este è stato fissato per giovedì alle 16.30 nella basilica di San Nicola a Tolentino. In molti si preparano a partecipare alla cerimonia per rendere omaggio a una donna che ha lasciato un segno profondo nella vita della comunità.

Tra i messaggi pubblicati sui social, uno riassume il sentimento diffuso tra amici e conoscenti: «Non penso riusciremo a sentire in un altro posto le vibes che c’erano nella tua osteria. La vita è davvero ingiusta».

Il ricordo di Martina rimane legato al suo sorriso, alla sua generosità e alla capacità di affrontare la vita con forza, anche nei momenti più difficili. Una presenza che la città di Tolentino continuerà a custodire nella memoria collettiva.