Denise Pipitone, nuovo colpo di scena dopo 22 anni

Giovanni Poloni

13/03/2026

Ottobre 2004: la bambina ripresa a Milano con l’accento di Mazara

Denise Pipitone scomparve il 1° settembre 2004 da Mazara del Vallo, in provincia di Trapani. Aveva meno di quattro anni. Parlare di scomparsa è tecnicamente corretto, ma fuorviante: una bambina così piccola non può essersi allontanata da sola. Si trattò di un rapimento.

Meno di due mesi dopo, a fine ottobre 2004, una guardia giurata di nome Felice Grieco notò qualcosa di anomalo nei pressi di un istituto bancario a Milano. In mezzo a un gruppo di persone che gli parvero di etnia rom o sinti, c’era una bambina di circa quattro anni, vestita in modo eccessivo rispetto alla stagione. Quello che lo colpì di più fu la voce: la bambina parlava italiano con un’intonazione chiaramente riconducibile alla zona di Mazara del Vallo. Grieco riuscì a riprenderla con il telefonino dell’epoca, catturando una frase destinata a diventare celebre: “Dove mi porti?”, rivolta a un’adulta che le stava accanto.

Quella testimonianza non è mai stata archiviata definitivamente. E oggi torna al centro dell’attenzione.

La pista lombarda ignorata: la donna di Bergamo e la bambina italiana

Il collegamento con la Lombardia non si esaurisce al video di Grieco. Negli stessi anni, una donna di etnia rom residente a Bergamo contattò le forze dell’ordine per segnalare la presenza di una bambina italiana in casa di una sua conoscente, con cui non aveva alcun legame di parentela. La segnalazione portò ad alcuni sopralluoghi — tra cui uno durante una festa — ma la pista non venne mai approfondita in modo adeguato. Un’occasione perduta che, alla luce del nuovo testimone individuato da Delfino Pesce, potrebbe assumere ora un significato diverso.

La criminologa che ha riaperto il caso Nada Cella: il metodo che spaventa i cold case

Il profilo di Antonella Delfino Pesce non è quello di una semplice commentatrice televisiva. È la professionista che, applicando un metodo sistematico di rianalisi dei fascicoli, ha contribuito in modo determinante a riaprire il caso di Nada Cella, la ragazza uccisa a Chiavari nel 1996 e rimasta senza giustizia per decenni. Lo stesso approccio — nessun dettaglio dato per scontato, nessuna deposizione accettata senza verifica incrociata — lo sta applicando ora al caso Pipitone.

I dettagli sul nuovo testimone milanese restano riservati, in attesa di un confronto formale con la Procura di Marsala. Ma la sola esistenza di una voce mai ascoltata, a oltre vent’anni dal rapimento, è abbastanza per tenere aperta una speranza. La verità su Denise Pipitone potrebbe essere ancora nelle carte — e qualcuno, a Milano, potrebbe finalmente decidersi a parlare.