La Zr.Ms. Evertsen non è una nave qualsiasi. Fa parte del gruppo d’attacco della portaerei Charles de Gaulle e il suo compito specifico è proteggere la portaerei dagli attacchi missilistici nel Mediterraneo orientale. La sua posizione è classificata come estremamente sensibile. Ironia della sorte, la Charles de Gaulle era già finita nelle cronache nelle settimane precedenti per un episodio simile: un marinaio francese aveva caricato involontariamente il suo allenamento sull’app sportiva Strava, rivelando la posizione della nave.
Due episodi diversi, stessa morale: le minacce più insidiose alla sicurezza operativa di una flotta militare non arrivano sempre da sofisticati attori statali. A volte arrivano da un’app per runner. A volte da una cartolina.
La risposta del Ministero: protocolli aggiornati, buste ancora libere
Il Ministero della Difesa olandese ha confermato l’episodio e ha dichiarato che sono stati aggiornati i protocolli di sicurezza. Il dispositivo è stato ritrovato durante lo smistamento della posta a bordo, dopo che la fregata aveva già lasciato il porto — quando il danno era già fatto. La posizione ufficiale è che il tracciamento non avrebbe rappresentato un rischio operativo concreto. Una valutazione che molti esperti di sicurezza avrebbero difficoltà ad accettare senza qualche riserva.
Le istruzioni per spedire posta a una nave da guerra rimangono comunque online. Il Ministero le considera importanti per il benessere del personale militare in missione. Un equilibrio comprensibile tra esigenze umane e sicurezza nazionale — ma che, come questa storia dimostra, ha un prezzo che vale la pena conoscere.


