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Censura europea, “Come i naz*sti”. Il cardinale Müller sul tentativo di “oscurarlo”

Non si placa l’eco di quanto accaduto a Bruxelles pochi giorni fa, quando lo svolgimento del National Conservatism Conference, la principale conferenza dei conservatori occidentali, è stato, dapprima, impedito su decisione dell’amministrazione della capitale belga ed europea: addirittura attraverso un cordone di poliziotti che ha circondato la sede dell’evento, impedendo a chiunque di entrare – inclusi relatori ed europarlamentari. Sull’episodio, con un accostamento forse ardito ma calzante, si è espresso anche il cardinale Gerhard Ludwig Müller, ex prefetto della Congregazione per la dottrina della fede, teologo di fama internazionale e curatore dell’immensa opera teologica di Joseph Ratzinger, nonché prelato molto critico verso l’attuale pontefice. Il cardinale era l’ospite speciale del convegno. Anche a lui il cordone di polizia schierato dinanzi l’hotel Claridge, sede della conferenza internazionale, ha tentato di impedire l’ingresso. Invano. “Come i naz*sti”, ha detto, riferendosi ha chi ha tentato di impedire la kermesse. “Motivi di ordine pubblico” avrebbero motivato la scelta, per via delle pressioni di gruppi antifascisti (talmente antifascisti da usare il metodo fascista della censura), ma non cambia la gravità del fatto. Non per il cardinale Müller: il porporato ha commentato quanto avvenuto dicendo “è come la Germania nazista” ed ha anche aggiunto “sono come le SA”, ovvero le Squadre d’assalto hitleriane. (Continua a leggere dopo la foto)

Parole pesanti

Müller, infatti, non si è lasciato intimidire dalla presenza dei militari ed ha comunque partecipato alla conferenza. Qui ha ricordato che quando aveva iniziato a insegnare a Monaco, “nonostante la gente fosse ideologizzata, si poteva non essere d’accordo e dire la propria“. Per il cardinale, invece, l’episodio di Bruxelles dimostra che “oggi non è così”, aggiungendo che “dobbiamo lottare per l’indipendenza dell’università dalle influenze politiche e ideologiche”. Conversando con il presidente della Edmund Burke Foundation, James Orr, il cardinale tedesco ha osservato che “i diritti umani più importanti sono la libertà di religione e la libertà di coscienza” ed ha ricordato che “non siamo schiavi dello Stato; il moderno Stato democratico si è evoluto da cittadini liberi”. Le motivazioni che avevano portato il sindaco di Saint-Josse, uno dei municipi di Bruxelles, Emir Kir (di religione islamica), a tentare di impedire l’incontro, in base a quanto riporta The Catholic Herald, riguardavano “la visione della National Conservative Conference”, che “non è solo eticamente conservatrice (ad esempio, ostilità alla legalizzazione dell’aborto, alle unioni omosessuali, ecc.), ma anche incentrata sulla difesa della sovranità nazionale, il che implica, tra l’altro, un atteggiamento euroscettico“. Come se un atteggiamento euroscettico fosse una pericolosa eversione dell’ordine pubblico. Il cardinale Müller, dunque, ha accettato di partecipare all’evento proprio per ribadire “la centralità dell’insegnamento religioso tradizionale nella vita della Chiesa cattolica”. (Continua a leggere dopo la foto)

Foto: il primo ministro belga, Alexander De Croo

Il boomerang della censura

Ad ogni modo, il tentativo di censura si è rivelato un boomerang, al punto che è dovuto intervenire il primo ministro belga, Alexander De Croo: “Quello che è successo è inaccettabile. L’autonomia municipale è una pietra angolare della nostra democrazia, ma non potrà mai prevalere sulla costituzione belga che garantisce la libertà di parola e di riunione pacifica dal 1830. Vietare le riunioni politiche è incostituzionale. Punto”.

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