Casini non si ferma: “Trump disgustoso col Papa, Italia insultata un giorno sì e uno no”

Giovanni Poloni

14/04/2026

Casini demolisce Trump: "Disgustoso con il Papa, debole con i forti e forte con i deboli"

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Il passaggio più esplosivo dell’intervista riguarda il parallelo tra Trump e Putin. Entrambi usano il linguaggio religioso per coprire la forza militare. Putin fa la guerra in nome di Dio denunciando il relativismo occidentale — mentre, nota Casini, stermina migliaia di civili inermi. Un neo-conservatorismo sotterraneo, secondo il senatore, crea ponti tra mondi che dovrebbero essere agli antipodi. “Uccidere in nome di Dio è assai più grave di qualsiasi altro atteggiamento”. L’interprete più coerente di questa visione era Orbán. E Casini non manca di sottolineare, con una punta di soddisfazione, che gli ungheresi hanno appena deciso di non seguirlo.

Il pasticcio iraniano e il rischio recessione

Sul conflitto con l’Iran, il giudizio è netto: Trump “si è andato a infilare in un pasticcio grande come una casa” senza capire davvero cosa fosse l’Iran e senza una strategia credibile per il dopo. L’ultima mossa annunciata — il blocco navale dello Stretto di Hormuz — viene definita un gesto nato dalla disperazione, non dal realismo. Le conseguenze però le pagheremo tutti: bloccare Hormuz significa prezzi dell’energia alle stelle, con ricadute immediate sui bilanci delle famiglie. “Eravamo abituati a vedere le guerre come qualcosa di distante. Ora invece abbiamo dietro l’angolo il rischio della recessione”.

L’Italia che ha “preso tutto con letizia”

Nemmeno l’Italia esce indenne dall’analisi. Casini riconosce che Meloni abbia fatto bene a definire le parole di Trump sul Papa “inaccettabili”, ma precisa che quello era il minimo che potesse fare. E aggiunge qualcosa di più scomodo: “L’Italia è stata insultata da Trump un giorno sì e un giorno no. E abbiamo preso tutto con letizia”. Un riferimento implicito a mesi di silenzi e di posture ambigue da parte del governo italiano nei confronti di Washington. La partecipazione al Board of Peace viene citata come esempio concreto di un errore politico frutto di quella stessa sudditanza.

La Chiesa disarmata che spaventa i potenti

La chiusura è sulla forza paradossale del Vaticano. La Santa Sede non ha eserciti, non ha missili. Ma ha qualcosa che i potenti temono più delle armi: “Parla alle coscienze dei popoli. Ed è sempre più ascoltata anche dai non credenti”. In un mondo in cui le armi tuonano sempre più forte, una voce che invoca la pace finisce per pesare più di qualsiasi arsenale. Trump, conclude Casini, non vincerà nemmeno questa guerra. Quella di parole.