Casini non si ferma: “Trump disgustoso col Papa, Italia insultata un giorno sì e uno no”

Giovanni Poloni

14/04/2026

Casini demolisce Trump: "Disgustoso con il Papa, debole con i forti e forte con i deboli"

C’è chi sceglie le parole con il bilancino e chi no. Pier Ferdinando Casini, senatore ed ex presidente della Camera, appartiene chiaramente alla seconda categoria. Nell’intervista rilasciata al Gazzettino, il politico bolognese ha smontato pezzo per pezzo la figura di Donald Trump — dall’attacco a Papa Leone XIV alla gestione della guerra in Iran — senza risparmiare critiche neanche all’Italia e alla sua classe dirigente. Un’analisi che non lascia spazio a interpretazioni.

“Prima o poi faremo l’elenco di chi Trump non ha attaccato”

Casini parte dall’ironia per arrivare al cuore del problema. “Prima o poi bisognerà fare un elenco di chi Trump non ha attaccato. A parte il nome di Putin, sarebbe un elenco abbastanza breve”. Una battuta, ma non troppo. Perché subito dopo arriva la chiave di lettura che il senatore usa per interpretare tutto il comportamento del presidente americano: “Debole con i forti e forte con i deboli”.

La prova? I dazi alla Cina. Trump aveva alzato barriere commerciali altissime contro Pechino. I cinesi non hanno urlato, non hanno minacciato, hanno solo annunciato il blocco delle terre rare. Trump ha fatto marcia indietro in silenzio. Con il Papa, invece, nessuna cautela: parole dure, pubbliche, senza filtri. “Le sue parole sono disgustose”, taglia corto Casini.

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Il nervosismo di Trump e la guerra al Papa

Perché allora colpire Leone XIV con tale violenza? Per Casini le ragioni sono due e si sovrappongono. La prima è il nervosismo di un presidente intrappolato in una guerra senza via d’uscita. La seconda è più profonda e più inquietante: i movimenti Maga si percepiscono come protagonisti di una “singolare rievangelizzazione del mondo”, con Trump che in certi ambienti viene presentato come una figura quasi cristologica. “Per molti di loro Trump è una sorta di reincarnazione di Cristo”, dice Casini, aggiungendo di non voler commentare ulteriormente, “per rispetto dell’intelligenza di tutti”.

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Il Papa, in questo schema, non è una guida spirituale da rispettare. È un ostacolo da rimuovere.

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