Il lavoro prima della politica: Ferrari, Sky, Confindustria — una carriera da dirigente di primo livello
La storia professionale di Calenda prima della politica è quella di un dirigente che ha fatto una carriera seria in ambienti di altissimo livello. A 18 anni, mentre studiava, inizia a lavorare vendendo fondi di investimento e polizze porta a porta per Sanpaolo Invest. Un’esperienza che racconta come fondamentale per capire il mondo reale — lontana dai salotti familiari e vicina alla fatica vera del lavoro. Successivamente lavora per Prudential Sim e Southern Star.
Nel 1998 approda alla Ferrari di Maranello, dove resta per cinque anni. Non come comparsa: arriva a ricoprire il ruolo di responsabile gestione relazioni con i clienti e con le istituzioni finanziarie, lavorando sotto la presidenza di Luca Cordero di Montezemolo, con cui costruisce un rapporto professionale e personale destinato a durare nel tempo e a influenzare la sua traiettoria successiva. Ha poi ammesso che l’ingresso in Ferrari fu facilitato anche dal fatto che suo padre era in classe con Montezemolo — ma ha aggiunto di aver comunque fatto la gavetta.
Dopo la Ferrari lavora per Sky Italia come responsabile marketing di prodotto e programmazione — un’altra esperienza nel mondo dei media e del business, che gli dà una visione ampia del mercato italiano. È poi direttore generale di Interporto Campano e presidente di Interporto Servizi Cargo.
Ma il salto decisivo nella sua carriera pre-politica arriva quando Montezemolo, diventato presidente di Confindustria, lo vuole come direttore dell’area strategica e affari internazionali dell’associazione degli industriali italiani. Ruolo che Calenda ricopre dal 2004 al 2008, guidando numerose delegazioni internazionali e costruendo una rete di relazioni nel mondo delle imprese italiane che poi userà in politica. È in questa fase che si forma la sua visione dell’economia italiana — pragmatica, industrialista, attenta alla competitività delle imprese e alla politica industriale come strumento di sviluppo. Una visione che lo accompagnerà per tutta la carriera politica.
L’ingresso in politica: da Italia Futura a viceministro con Letta
Il passaggio alla politica avviene nel 2009, quando Montezemolo fonda il think tank Italia Futura e chiama Calenda a dirigerne l’organizzazione territoriale. È un ingresso graduale, non una rottura netta con il mondo delle imprese. Nel 2012 viene incaricato di coordinare la scelta dei candidati per le elezioni politiche di Italia Futura. Alle elezioni del 2013 si candida alla Camera con Scelta Civica — il partito fondato dall’ex presidente del Consiglio Mario Monti — nella circoscrizione Lazio 1, in terza posizione. Non viene eletto, risultando il primo dei non eletti.
Pochi mesi dopo, però, con la nascita del governo di larghe intese guidato da Enrico Letta, Calenda entra nell’esecutivo come viceministro dello Sviluppo Economico, affiancando il ministro Flavio Zanonato. Il ruolo viene confermato con il governo Renzi, con la delega al commercio estero. In questo periodo vara il piano straordinario per il Made in Italy, una delle iniziative più strutturate di supporto alle imprese italiane all’estero e di attrazione degli investimenti stranieri in Italia.

Ministro con Renzi e Gentiloni: Impresa 4.0 e la svolta industriale
Il 10 maggio 2016 compie il salto definitivo: viene nominato ministro dello Sviluppo Economico nel governo Renzi, subentrandoall’interim che lo stesso Renzi aveva assunto dopo le dimissioni di Federica Guidi. Un salto notevole per un uomo che non aveva mai avuto un seggio in Parlamento. L’incarico viene confermato dal governo Gentiloni, nel quale rimane fino al giugno 2018.
Sono anni di lavoro intenso sul fronte della politica industriale. La misura più importante è il piano “Impresa 4.0” — incentivi alle aziende per investimenti tecnologici, garanzie sul credito, infrastrutture digitali. Il risultato è tangibile: un aumento del 9% degli investimenti privati sui beni oggetto dell’incentivo. Un piano che ha lasciato un’impronta concreta nell’economia italiana e che ancora oggi è considerato uno dei provvedimenti più efficaci dell’era Renzi-Gentiloni sul fronte industriale. Nel gennaio 2016, prima del ruolo ministeriale, era stato anche nominato Rappresentante permanente d’Italia presso l’Unione europea — una nomina insolita per una figura politica, che aveva scatenato proteste nel corpo diplomatico italiano.
La fondazione di Azione: la rottura con il PD e un partito costruito da zero
Alle elezioni europee del 2019 viene eletto europarlamentare con quasi 280.000 preferenze nella lista PD-Siamo Europei, risultando il candidato dem più votato in Italia. Ma il 28 agosto 2019, in disaccordo con la scelta del PD di allearsi con il M5S per formare il governo Conte II, lascia il partito. Il 21 novembre 2019 fonda ufficialmente Azione insieme a Matteo Richetti — un partito che si definisce progressista, riformista e liberalsocialista, con radici ideali in Carlo Rosselli, Piero Gobetti e Luigi Sturzo.
Nel 2021 si candida a sindaco di Roma, raccogliendo quasi il 20% dei voti e arrivando terzo, staccando di pochi voti la sindaca uscente Virginia Raggi. Alle elezioni politiche del 2022 si allea con Renzi nel Terzo Polo, portando la lista al 7,79% e venendo eletto senatore. Il progetto di fusione con Italia Viva naufraga nel 2023 per contrasti tra i due leader. Alle europee del 2024 Azione non supera la soglia del 4% e non ottiene seggi. Calenda rimane senatore e segretario del partito, impegnato in un difficile lavoro di riposizionamento.
Quanto guadagna Calenda: stipendio e redditi dichiarati
Come tutti i parlamentari italiani, Calenda pubblica la propria dichiarazione dei redditi sul sito del Senato. I dati più recenti indicano un reddito complessivo di circa 121.799 euro, di cui 22.586 euro provengono da attività esterne al mandato parlamentare — probabilmente consulenze o compensi legati ad attività editoriali e di conferenza. È il reddito più alto tra i leader dell’opposizione: superiore a Schlein (98.471€), Fratoianni (98.979€), Bonelli (102.802€) e Conte (104.253€).
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La remunerazione base di un senatore italiano è composta da: indennità netta di 5.000 euro al mese, diaria di 3.503 euro per le spese di soggiorno a Roma, rimborso spese di mandato di 3.690 euro, rimborsi telefonici per 100 euro al mese e rimborsi trasporti tra i 3.323 e i 3.995 euro ogni tre mesi. Il totale complessivo si aggira intorno ai 14.600 euro mensili. A questo si aggiunge l’assegno di fine mandato pari all’80% dell’indennità lorda per ogni anno di mandato effettivo.
Nella vita privata, Calenda è sposato con la manager Violante Guidotti Bentivoglio e ha quattro figli. Il primo, Tay — oggi trentenne — è nato quando Calenda aveva solo sedici anni da una relazione giovanile. Gli altri tre, Giulio, Giacomo e Livia, sono nati dal matrimonio con Violante. Nel 2018 aveva comunicato pubblicamente che la moglie era affetta da leucemia. Si dichiara ateo.