Secondo Cacciari, il mondo contemporaneo sarebbe entrato in una fase in cui il diritto internazionale perde centralità e prevale la forza. Non una rottura improvvisa, ma il risultato di un progressivo logoramento delle istituzioni multilaterali.
La prospettiva evocata è quella di una possibile terza guerra mondiale, non necessariamente con le forme del passato, ma come conflitto diffuso, frammentato e permanente tra blocchi di potere.
Strategia senza truppe di terra
Nella sua analisi, gli Stati Uniti non punterebbero a un’occupazione diretta dell’Iran. La tecnologia militare consente oggi di perseguire obiettivi di destabilizzazione senza dispiegare eserciti sul campo.
Bombardamenti mirati e pressione costante potrebbero, nei calcoli strategici, favorire una trasformazione interna del regime. Ma il rischio di effetti imprevedibili resta elevato.
Il declino europeo
La parte più critica dell’intervento riguarda l’Europa. Per Cacciari, il continente avrebbe perso centralità strategica, limitandosi a reagire alle decisioni altrui.
La mancanza di una politica estera realmente unitaria e di una difesa comune autonoma renderebbe l’Unione incapace di giocare un ruolo decisivo. In un mondo che si riorganizza attorno alla potenza, l’Europa rischierebbe di scivolare ai margini.
Un’analisi che fotografa un sistema internazionale sempre più instabile, dove la deterrenza e la forza tornano a occupare il centro della scena.