Si parla poco, ma forse è arrivato il momento di farlo. La sifilide — una delle infezioni sessualmente trasmesse più conosciute e spesso erroneamente considerata una malattia del passato — sta tornando a crescere in Italia in modo preoccupante. E la fascia d’età che colpisce si sta abbassando in modo significativo.
A lanciare l’allarme è l’infettivologo Matteo Bassetti, uno dei medici più ascoltati in Italia, che parla di un incremento marcato delle diagnosi tra adolescenti e giovani adulti: “I casi stanno aumentando già tra i 15 e i 17 anni”, ha dichiarato, sottolineando come questo dato sia il segnale di un cambiamento profondo nei comportamenti sessuali e nella percezione del rischio tra le nuove generazioni.
Non si tratta di un’emergenza improvvisa: il trend è in crescita da anni, ma negli ultimi tempi l’accelerazione ha spinto gli specialisti a chiedere interventi concreti sul piano della salute pubblica. Il problema non è solo medico — è anche culturale. Molti ragazzi e ragazze non sanno cos’è la sifilide, come si trasmette, quali sintomi provoca e soprattutto che può essere curata con successo se presa in tempo. Quando invece viene ignorata o sottovalutata, le conseguenze possono essere molto più gravi di quanto si immagini.
Ma perché questa malattia sta tornando proprio ora, proprio tra i giovani? E cosa si può fare per fermarla?