Attentato a Ranucci, ci sarebbe un deputato dietro la bomba: scoop clamoroso di Report

Giovanni Poloni

20/04/2026

Al centro di tutto c’è il Cantiere navale Vittoria di Adria, sottoposto al golden power della presidenza del Consiglio proprio per la sua rilevanza strategica. Report ha già raccontato come Cavazzana si sia aggiudicato il cantiere all’asta — dopo che un precedente manager con un passato in CasaPound non era riuscito a concludere l’operazione — investendo 8,2 milioni di euro ma senza liquidità al momento del rogito.

A coprire cinque milioni di euro di fatture è stata la Arkipiù, società della provincia di Caserta di Giuseppe D’Onofrio, con il figlio dipendente a Palazzo Chigi. Secondo l’Agenzia delle entrate quei soldi sarebbero stati maturati con crediti fiscali per lavori mai realizzati, certificati da direttori dei lavori di un consorzio — la rete Het — dello stesso Cavazzana.

La società fantasma e il collegamento con i Casalesi

Il filo si allunga ulteriormente. La rete Het di Cavazzana ha versato 3,3 milioni di euro alla società Pev per lavori che nessuno ha mai eseguito. La Pev ha sede a San Marcellino, nel casertano, ed è posseduta da Enrico Petrarca — candidatosi nel 2016 a sostegno di un aspirante sindaco oggi presidente della provincia di Caserta, sostenuto dal parlamentare meloniano Gimmi Cangiano.

Ma il dettaglio più pesante riguarda i legami familiari di Petrarca: sarebbe parente diretto di Mario Coscione, detto o’ Russo, descritto dagli inquirenti come uomo vicino al boss Carmine Zagaria e figura di spicco del clan dei Casalesi. I movimenti sono stati monitorati: Cavazzana si è recato nel casertano subito dopo aver saputo dell’inchiesta di Report. I Petrarca si sono spostati più volte da San Marcellino verso Rovigo. In almeno una di queste occasioni c’era anche Coscione. E prima e dopo l’attentato le società di Cavazzana hanno versato alla Pev oltre un milione di euro per lavori fittizi.

Una storia che fa paura

Quello che emerge è il ritratto di un sistema in cui denaro pubblico, appalti strategici, criminalità organizzata e potere politico si intrecciano fino a produrre — secondo le ipotesi investigative — un attentato a un giornalista che stava facendo il suo lavoro. Report andrà in onda stasera. Quello che dirà potrebbe cambiare molte cose.