Attacco all’Italia, sabotato oleodotto. Indaga l’antiterrorismo nel silenzio dei media

Francesco Meletti

12/04/2026

Un episodio inquietante riaccende l’allerta sulla sicurezza delle infrastrutture energetiche in Italia e in Europa. In Friuli Venezia Giulia, nel territorio di Tolmezzo, un traliccio della rete elettrica è stato danneggiato in quello che gli inquirenti considerano un possibile atto di sabotaggio.

L’episodio risale al 25 marzo, quando un sostegno della linea ad alta tensione è stato compromesso, costringendo a interrompere temporaneamente l’alimentazione di una stazione di pompaggio collegata all’oleodotto transalpino Tal-Siot.

Il sabotaggio e l’impatto sull’oleodotto

Il danneggiamento ha riguardato una linea elettrica a 132 kV tra Tolmezzo e Paluzza. Per consentire gli interventi di riparazione, è stato necessario fermare l’impianto di pompaggio, causando rallentamenti nel flusso di greggio lungo l’oleodotto Tal, una delle principali arterie energetiche europee.

Il sistema collega il porto di Trieste con Austria, Germania e Repubblica Ceca, ed è considerato un’infrastruttura strategica per l’approvvigionamento energetico del continente.

Nonostante il guasto sia stato risolto nel giro di pochi giorni, le conseguenze si sono fatte sentire anche all’estero: alcune raffinerie tedesche hanno dovuto ricorrere alle scorte per compensare il rallentamento delle forniture.

Le indagini dell’antiterrorismo

La natura dell’episodio è ora al centro di un’inchiesta coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Trieste, con il coinvolgimento del Ros dei Carabinieri e il supporto dell’intelligence.

Secondo le prime ricostruzioni, il danneggiamento non sarebbe accidentale. Gli investigatori parlano di un’azione mirata e precisa, che avrebbe colpito un punto sensibile della rete energetica. Non si esclude quindi la pista del sabotaggio deliberato.

Al momento non è arrivata alcuna rivendicazione, ma il caso viene trattato con la massima attenzione proprio per il possibile impatto su un’infrastruttura considerata critica.

Versioni contrastanti e allarme internazionale

La vicenda ha avuto eco anche a livello internazionale, in particolare in Germania, dove alcuni media hanno parlato apertamente di un attacco all’approvvigionamento energetico europeo.

La società che gestisce l’oleodotto ha però ridimensionato l’accaduto, parlando di un semplice rallentamento tecnico legato a interventi sulla rete elettrica e negando attacchi diretti ai propri impianti.

Resta tuttavia aperto il nodo della sicurezza: l’episodio ha riportato al centro dell’attenzione la vulnerabilità delle infrastrutture energetiche in un contesto geopolitico già segnato da tensioni e crisi internazionali.

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