Ostia: le demolizioni delle ville abusive e gli attentati mafiosi
Nel 1990 Bonelli viene eletto consigliere nella XIII circoscrizione del Comune di Roma, quella di Ostia. Nel 1993 diventa presidente della circoscrizione. Sul litorale romano inizia subito quella che definisce una battaglia per la legalità: avvia le demolizioni di ville abusive costruite in aree vincolate e si batte per liberare le spiagge dei romani dal cemento. Una battaglia che in quegli anni, in quella zona, significava scontrarsi con interessi economici molto potenti — e non solo.
Le conseguenze non tardano ad arrivare. Organizzazioni criminali di stampo mafioso incendiano prima la sua macchina, poi la casa dove vive. Nel 2016 — anni dopo — qualcuno lascia davanti alla porta di casa sua un cuore e un fegato. Messaggi inequivocabili, che Bonelli non racconta spesso ma che fanno parte della sua storia.

La Regione Lazio, il Parlamento e la battaglia contro l’Ilva di Taranto
Dopo l’esperienza municipale, Bonelli diventa consigliere regionale del Lazio e poi assessore all’Ambiente e alla cooperazione tra i popoli della Regione Lazio — una carica da cui si dimette nel 2006 dopo essere stato eletto alla Camera dei Deputati, dove assume la presidenza del gruppo parlamentare dei Verdi fino al 2008. Nel 2009 viene eletto presidente della Federazione dei Verdi, poi coordinatore nazionale.
Nel 2012 scende in campo a Taranto, candidandosi a sindaco su appello del cartello di associazioni ambientaliste che fanno capo a “Taranto Respira”. Ottiene il 12% dei consensi e, come consigliere comunale, diventa uno dei principali oppositori dell’inquinamento prodotto dall’Ilva e delle commistioni tra azienda e politica emerse dall’inchiesta “Ambiente svenduto”. Su quelle battaglie ha scritto anche un libro: “Good Morning Diossina”, dedicato alla conversione ecologica dell’Italia industriale.
La cooperazione internazionale e il lavoro in Amazzonia
Parallelamente all’impegno politico, Bonelli ha anche lavorato concretamente sul campo internazionale. Ha prestato la sua attività nella cooperazione internazionale nell’ambito dello sviluppo economico e della tutela ambientale, collaborando con diverse ONG. Tra queste, Saude e Alegria, un’organizzazione che opera nella foresta amazzonica brasiliana per sostenere le comunità indigene e la tutela dell’ecosistema. Un’esperienza che ha contribuito a formare una visione ambientalista concreta e non solo ideologica — basata sulla conoscenza diretta dei territori e delle comunità che li abitano.
Nel 2021 è tra i fondatori di Europa Verde, di cui viene eletto co-portavoce insieme a Eleonora Evi. Nel 2022 viene eletto alla Camera nel collegio uninominale di Imola per Alleanza Verdi Sinistra, tornando in Parlamento dopo quattordici anni di assenza. Una carriera che non assomiglia a quella di molti suoi colleghi — costruita pezzo per pezzo, tra litorali abusivi, foreste amazzoniche e acciaierie inquinate.
Quanto guadagna Angelo Bonelli: stipendio e redditi dichiarati
Come tutti i parlamentari italiani, Angelo Bonelli è tenuto a pubblicare la propria dichiarazione dei redditi sul sito della Camera. I dati più recenti — relativi ai redditi percepiti nel 2024 e pubblicati nel 2025 — indicano un reddito complessivo di circa 100.000 euro, in linea con quanto dichiarato negli anni precedenti. Una cifra coerente con quella degli altri leader del centrosinistra: la segretaria del PD Elly Schlein dichiara 98.471 euro, il collega di partito Nicola Fratoianni poco meno di 99.000 euro.
La remunerazione di un deputato italiano è composta da diverse voci che si sommano: l’indennità netta mensile di 5.000 euro, una diaria di 3.503 euro per le spese di soggiorno a Roma, un rimborso spese di mandato di 3.690 euro, rimborsi telefonici per 100 euro al mese e rimborsi trasporti variabili tra i 3.323 e i 3.995 euro ogni tre mesi. Il totale complessivo si aggira intorno ai 14.600 euro mensili. A questo si aggiunge l’assegno di fine mandato, calcolato come l’80% dell’indennità lorda mensile moltiplicata per gli anni di mandato effettivo — un meccanismo che premia la longevità parlamentare e che per Bonelli, alla sua seconda legislatura, rappresenta già una cifra significativa.
Per fare un confronto con i colleghi di governo che siedono in Parlamento: il Guardasigilli Carlo Nordio dichiara quasi 260.000 euro, il vicepremier Antonio Tajani circa 187.000 euro, mentre in cima alla classifica parlamentare si trovano l’avvocata Giulia Bongiorno con oltre 3 milioni di euro e Giulio Tremonti con poco più di 2 milioni — entrambi grazie a intense attività professionali esterne al mandato. Prima di tornare in Parlamento nel 2022, Bonelli aveva dichiarato nel 2022 — anno in cui non era ancora deputato — un reddito di 78.829 euro, frutto del lavoro nella cooperazione internazionale e delle consulenze alle ONG.