Alessandro Venturelli scomparso, la notizia è appena arrivata

Giovanni Poloni

16/03/2026

Roberta Carassai, madre di Alessandro e fondatrice dell’associazione Nostos, non ha mai smesso di lottare, ma oggi il suo sfogo è intriso di amarezza per un sistema che sembra aver abbandonato la sua famiglia. «Non ci sono foto però di questo avvistamento e questo rende le cose molto più difficili», ha spiegato con estrema lucidità. Il problema centrale rimane la mancata collaborazione del testimone con le autorità: il fatto che non abbia voluto formalizzare il racconto impedisce un’azione ufficiale della polizia sul territorio olandese. «Ad abbattermi è la consapevolezza che purtroppo siamo soli nelle nostre ricerche: le autorità sembrano essere sorde alle nostre segnalazioni, ci dicono che senza foto e informazioni di contesto più precise, non possono fare niente», aggiunge la donna, denunciando un vuoto operativo che logora chi aspetta risposte da oltre cinque anni.

La pista olandese non è però un salto nel buio. Prima di sparire, Alessandro aveva effettuato ricerche specifiche proprio sui Paesi Bassi, un dettaglio che spinge la famiglia a ritenere razionale l’ipotesi che si trovi lì, forse prigioniero di una profonda fragilità psicologica. Le ricerche si erano recentemente concentrate a Torino, portando a un epilogo agrodolce: il senzatetto segnalato non era Venturelli, ma un altro ragazzo scomparso nel giugno 2025, che grazie a questo scambio di persona è potuto tornare dai propri cari. Alessandro, invece, resta un’ombra. Alto 1.70 m, capelli e occhi castani, il giovane ha tatuaggi distintivi sulle braccia — tra cui una data stilizzata — e i lobi forati. L’appello di Roberta è disperato ma fermo: chiunque creda di averlo visto deve scattare una foto. Solo un’immagine può rompere il silenzio delle istituzioni e riportare a casa un figlio che manca ormai da troppo tempo.