Alessandro Venturelli scomparso, la notizia è appena arrivata

Giovanni Poloni

16/03/2026

 

Il mistero di Alessandro Venturelli, il giovane scomparso da Sassuolo il 5 dicembre 2020, si arricchisce di un nuovo, angosciante capitolo che sposta l’asse delle ricerche fuori dai confini nazionali. Dopo anni di silenzi e false speranze, l’attenzione si concentra ora sul Nord Europa, a seguito di una segnalazione arrivata direttamente dall’Olanda. Una testimonianza anonima avrebbe infatti avvistato un ragazzo estremamente somigliante ad Alessandro nei pressi della stazione di Rotterdam, descrivendolo in condizioni di estrema indigenza, come un senzatetto, con un unico segno distintivo: uno zaino rosso sulle spalle.

Si tratta dell’ennesima traccia in un labirinto di indizi che, purtroppo, si scontra ancora una volta con la rigida burocrazia delle indagini internazionali.

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Il dolore di una madre e il muro delle autorità

Roberta Carassai, madre di Alessandro e fondatrice dell’associazione Nostos, non ha mai smesso di lottare, ma oggi il suo sfogo è intriso di amarezza per un sistema che sembra aver abbandonato la sua famiglia. «Non ci sono foto però di questo avvistamento e questo rende le cose molto più difficili», ha spiegato con estrema lucidità. Il problema centrale rimane la mancata collaborazione del testimone con le autorità: il fatto che non abbia voluto formalizzare il racconto impedisce un’azione ufficiale della polizia sul territorio olandese. «Ad abbattermi è la consapevolezza che purtroppo siamo soli nelle nostre ricerche: le autorità sembrano essere sorde alle nostre segnalazioni, ci dicono che senza foto e informazioni di contesto più precise, non possono fare niente», aggiunge la donna, denunciando un vuoto operativo che logora chi aspetta risposte da oltre cinque anni.

La pista olandese non è però un salto nel buio. Prima di sparire, Alessandro aveva effettuato ricerche specifiche proprio sui Paesi Bassi, un dettaglio che spinge la famiglia a ritenere razionale l’ipotesi che si trovi lì, forse prigioniero di una profonda fragilità psicologica. Le ricerche si erano recentemente concentrate a Torino, portando a un epilogo agrodolce: il senzatetto segnalato non era Venturelli, ma un altro ragazzo scomparso nel giugno 2025, che grazie a questo scambio di persona è potuto tornare dai propri cari. Alessandro, invece, resta un’ombra. Alto 1.70 m, capelli e occhi castani, il giovane ha tatuaggi distintivi sulle braccia — tra cui una data stilizzata — e i lobi forati. L’appello di Roberta è disperato ma fermo: chiunque creda di averlo visto deve scattare una foto. Solo un’immagine può rompere il silenzio delle istituzioni e riportare a casa un figlio che manca ormai da troppo tempo.