Lago Maggiore, 17enne si tuffa e scompare: trovato morto

Francesco Meletti

31/07/2026

Un’altra tragedia si è consumata nelle acque dei laghi italiani. Ieri sera, giovedì 30 luglio, un ragazzo di 17 anni si è tuffato nelle acque del Lago Maggiore, alla foce del fiume Tresa, tra i comuni di Luino e Germignaga. Il giovane non è più riemerso.

Il tuffo con un amico e le difficoltà in acqua

Secondo la ricostruzione dei fatti, il 17enne si trovava in acqua insieme a un amico quando entrambi avrebbero incontrato delle difficoltà, presumibilmente a causa della forte corrente che in quel momento interessava il lago. Un uomo, accortosi della situazione di pericolo dei due ragazzi, si è tuffato per tentare di soccorrerli, riuscendo a raggiungere uno dei due giovani proprio mentre vedeva il 17enne inabissarsi.

La mobilitazione dei soccorsi

La segnalazione ai soccorsi è arrivata alle 19:30, attivando immediatamente un’imponente macchina di ricerca e salvataggio. Sono intervenuti i militari del reparto operativo laghi della Guardia Costiera con una motovedetta, i vigili del fuoco con i sommozzatori, un elicottero decollato da Milano e un’unità sia navale che terrestre partita da Luino, oltre agli operatori sanitari del 118 inviati dalla centrale operativa dell’Agenzia regionale emergenza urgenza della Lombardia.

Il recupero e il trasporto in ospedale

Dopo aver perlustrato le acque della zona, i vigili del fuoco sono riusciti a individuare e recuperare il corpo del giovane. Una volta portato a riva, i sanitari del 118 hanno immediatamente praticato le manovre di primo soccorso, per poi trasportarlo in codice rosso all’ospedale di Luino. Purtroppo, per il ragazzo non c’è stato nulla da fare: il decesso è stato dichiarato poco dopo l’arrivo in ospedale.

I rilievi dei carabinieri

Sul luogo della tragedia sono intervenuti anche i carabinieri, che hanno effettuato tutti i rilievi del caso per ricostruire con precisione la dinamica esatta di quanto accaduto nelle acque del Lago Maggiore.

Un’estate segnata da episodi simili

La tragedia si aggiunge purtroppo a una serie di episodi analoghi che stanno segnando l’estate 2026 lungo i laghi e i fiumi italiani, dove le forti correnti e i cambi improvvisi di temperatura dell’acqua continuano a rappresentare un pericolo spesso sottovalutato, soprattutto durante i tuffi in zone non sorvegliate.

Fonte: Fanpage.it, articolo di Ilaria Quattrone