Terremoto ai vertici della Nazionale italiana: Andrea Pirlo non sarà il nuovo commissario tecnico dell’Italia. A bloccare l’operazione è stato il presidente della FIGC, Giovanni Malagò, ponendo fine a una trattativa che sembrava ormai in dirittura d’arrivo dopo i tentativi falliti con Carlo Ancelotti e Pep Guardiola.
Perché Malagò ha detto no a Pirlo
Fino a domenica tutto lasciava presagire la fumata bianca, con gli ultimi incontri tra i rappresentanti di Pirlo e la Federazione previsti a Roma proprio per lunedì 27 luglio, in vista della firma sul contratto. Poi lo stop improvviso, arrivato in seguito alle polemiche legate al ruolo di Pirlo come ambassador della piattaforma russa di scommesse Fonbet e ai suoi rapporti con lo United FC, club presieduto dall’imprenditore russo Sergey Lomakin.
A pesare sulla decisione anche le pressioni arrivate dal mondo politico per i compensi percepiti dall’ex centrocampista, oltre alla regola sull’incompatibilità dell’incarico legata al figlio Nicolò, procuratore sportivo. Elementi che, sommati alle perplessità sul suo curriculum da allenatore, avrebbero convinto Malagò a bloccare tutto.
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Pirlo rompe il silenzio sui social
Lo stesso Pirlo ha affidato ai social un lungo messaggio per difendere la propria posizione, spiegando come la collaborazione contestata nascesse dal suo percorso lavorativo negli Emirati Arabi Uniti e fosse di natura puramente commerciale e sportiva. L’ex calciatore ha inoltre respinto ogni interpretazione politica della vicenda, sostenendo che “attribuirle un significato politico significa attribuirmi convinzioni che non ho mai espresso”. Non sono mancati i ringraziamenti a Paolo Maldini e Leonardo per la fiducia ricevuta, in un messaggio che suona già come un addio all’ipotesi panchina azzurra.
Maldini e Leonardo verso le dimissioni
Lo stop a Pirlo rischia ora di avere conseguenze ben più profonde sugli equilibri federali. Se la FIGC dovesse orientarsi su un profilo diverso da quello individuato dal duo dirigenziale, per Maldini e Leonardo diventerebbe difficile restare al proprio posto, con le dimissioni che potrebbero arrivare già nelle prossime ore.
Decisivo, in tal senso, sarà il Consiglio federale in programma martedì 28 luglio, che avrebbe dovuto ratificare il nome del nuovo ct e che ora si ritrova invece a dover affrontare uno scenario completamente da riscrivere.
Le ipotesi per il dopo Maldini
In caso di rottura definitiva, tra i nomi più accreditati per la guida tecnica federale spunta quello di Giorgio Chiellini, mentre Claudio Ranieri viene indicato come possibile figura di equilibrio per sostituire Maldini nella nuova governance della Nazionale.
Chi guiderà l’Italia: Mancini o Conte
Tramontata la pista Pirlo, i due nomi più concreti per la panchina azzurra restano Roberto Mancini e Antonio Conte. Il ct campione d’Europa nel 2021 avrebbe già dato la propria disponibilità a tornare, forte anche dello stretto rapporto personale con Malagò, con un possibile contratto quadriennale da circa due milioni di euro a stagione.
Più complessa la pista che porta a Conte, mai realmente contattato in questa fase e il cui eventuale approdo in Nazionale richiederebbe uno sforzo economico superiore, anche se la Serie A si sarebbe detta pronta a contribuire all’operazione.
Fonte: Fanpage.it, articolo di Maurizio De Santis






