Addio docce! Ecco la “lavatrice umana” dal Giappone: come funziona

Francesco Meletti

21/07/2026

Dimenticare docce e vasche da bagno potrebbe non essere più soltanto fantascienza. Dal Giappone arriva infatti una tecnologia destinata a far discutere: la cosiddetta “lavatrice umana”, una capsula ad alta tecnologia progettata per lavare, asciugare e rilassare una persona in appena 15 minuti.

Il dispositivo, sviluppato dall’azienda giapponese Science Co., punta a rivoluzionare il concetto di igiene personale combinando benessere, intelligenza artificiale e tecnologie avanzate. Dopo aver attirato l’attenzione alle esposizioni dedicate all’innovazione, la macchina continua a incuriosire il pubblico di tutto il mondo.

Come funziona la “lavatrice umana”

Per utilizzare il dispositivo basta accomodarsi all’interno di una capsula trasparente con una seduta ergonomica. Una volta avviato il ciclo, la cabina si riempie parzialmente di acqua calda mentre migliaia di microbolle ad alta velocità rimuovono sporco e impurità dalla pelle senza ricorrere a un’azione meccanica aggressiva.

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Il sistema monitora inoltre diversi parametri dell’utente, come il battito cardiaco e altre informazioni biometriche, regolando automaticamente la temperatura dell’acqua per garantire il massimo comfort durante tutto il trattamento.

Intelligenza artificiale e relax

La tecnologia non si limita alla pulizia. Grazie all’intelligenza artificiale integrata, il dispositivo è in grado di analizzare lo stato d’animo dell’utilizzatore e proiettare immagini e contenuti rilassanti su uno schermo interno, trasformando il lavaggio in un’esperienza di benessere.

L’intero ciclo dura circa 15 minuti e comprende anche la fase di asciugatura, consentendo di uscire dalla capsula completamente puliti e asciutti senza dover utilizzare asciugamani o altri strumenti.

Un’idea nata oltre 50 anni fa

Nonostante il design futuristico, il progetto affonda le proprie radici negli anni Settanta. L’ispirazione arriva infatti da un prototipo presentato all’Expo di Osaka del 1970, quando venne mostrata una macchina chiamata “Ultrasonic Bath”. Oggi quella visione è stata ripresa e sviluppata grazie alle moderne tecnologie, dando vita a un dispositivo molto più avanzato.

Potrà davvero sostituire la doccia?

Resta da capire se questa innovazione riuscirà davvero a entrare nelle case e a cambiare le abitudini quotidiane delle persone. Per il momento la “lavatrice umana” rappresenta soprattutto una dimostrazione delle potenzialità della tecnologia applicata al benessere, ma l’interesse suscitato lascia immaginare che dispositivi di questo tipo potrebbero diventare sempre più diffusi nei prossimi anni.

Fonte: Il Messaggero.