Sul caso Boccia/Report ora si apre un giallo: favorito Ranucci?

Francesco Meletti

18/07/2026

Il caso degli audio legati all’inchiesta che coinvolge l’ex ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano e l’imprenditrice Maria Rosaria Boccia torna al centro dell’attenzione giudiziaria con due sviluppi opposti. Se da una parte Sigfrido Ranucci e l’inviato di Report Luca Bertazzoni sono stati definitivamente archiviati, dall’altra un altro procedimento approderà in tribunale.

La vicenda riguarda infatti il giornalista Carlo Tarallo, che dovrà affrontare un processo con l’accusa di interferenze illecite nella vita privata in relazione alla diffusione dello stesso file audio già finito al centro del caso che aveva coinvolto il conduttore di Report.

Ranucci archiviato

La Procura di Roma ha archiviato la posizione di Sigfrido Ranucci e di Luca Bertazzoni per la diffusione dell’audio trasmesso da Report nel dicembre 2024. Con l’archiviazione è stato anche annullato il provvedimento del Garante della Privacy che aveva contestato la diffusione del materiale, ritenendo prevalente il diritto di cronaca.

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Per lo stesso audio arriva il processo

Di segno opposto la posizione di Carlo Tarallo, giornalista napoletano, che secondo l’accusa avrebbe diffuso lo stesso contenuto audio in circostanze diverse. La vicenda approderà in tribunale nei prossimi mesi, con la difesa pronta a sostenere che il materiale pubblicato fosse identico a quello già mandato in onda da Report e che ricorresse un evidente interesse pubblico.

Il caso ha riacceso il dibattito sui limiti del diritto di cronaca e sull’utilizzo di registrazioni private quando riguardano figure pubbliche e vicende di interesse nazionale.

Le possibili conseguenze

La differenza tra l’archiviazione di Ranucci e il processo a Tarallo alimenta interrogativi sulle diverse valutazioni giuridiche applicate a due vicende legate allo stesso materiale audio. Il procedimento, previsto nei prossimi mesi, potrebbe offrire nuovi chiarimenti sul confine tra diritto di informare e tutela della privacy.

Fonte: Corriere della Sera.