Whatsapp e automobili. Il piano dell’Europa per controllarci: ecco come

Francesco Meletti

11/07/2026

 

Il dibattito europeo sul controllo delle comunicazioni private si intreccia ora con quello sulle automobili. Mentre prosegue il confronto sul regolamento noto come Chat Control, emergono nuove discussioni riguardo ai sistemi di limitazione della velocità installati sulle nuove vetture, alimentando un acceso confronto tra tutela della sicurezza e difesa delle libertà individuali.

Negli ultimi giorni il Parlamento europeo ha affrontato nuovamente il tema della scansione dei messaggi privati. Secondo quanto riportato da La Verità, la partita si sposterà ora in Consiglio dell’Unione Europea, dove gli Stati membri dovranno esprimersi sugli emendamenti approvati dall’Eurocamera, tra cui quello sostenuto dalla delegazione di Fratelli d’Italia a tutela della crittografia end-to-end.

Il nodo del Chat Control

Il regolamento nasce con l’obiettivo dichiarato di contrastare la diffusione di materiale pedopornografico online, ma continua a dividere il mondo politico e le associazioni impegnate nella tutela della privacy. I critici ritengono che l’eventuale scansione automatica delle comunicazioni private possa rappresentare una violazione del diritto alla riservatezza e aprire la strada a controlli sempre più estesi.

Leggi anche:Moglie di Vannacci e il dito medio a Viareggio: Camelia Mihailescu rompe il silenzio

Leggi anche:Cairo, la dichiarazione sorprende tutti: “Ecco cosa potrei fare in futuro.”

Leggi anche:Meloni ultima alla cena Nato di Ankara: il caso dei ritardi ai vertici internazionali

La discussione riguarda in particolare la possibilità di effettuare analisi automatiche dei messaggi anche sulle piattaforme che utilizzano la crittografia end-to-end, come WhatsApp e Signal, tema che continua a suscitare forti perplessità tra giuristi ed esperti di cybersicurezza.

L’altro fronte: i controlli sulle automobili

Parallelamente cresce l’attenzione verso i sistemi di assistenza alla guida già previsti sulle nuove auto immatricolate nell’Unione Europea. Tra questi c’è l’Intelligent Speed Assistance (ISA), il dispositivo che utilizza mappe digitali e il riconoscimento della segnaletica per avvisare il conducente quando supera il limite di velocità.

Secondo alcune indiscrezioni riportate dalla stampa internazionale e riprese da La Verità, all’interno delle istituzioni europee si starebbe discutendo anche di possibili evoluzioni future di questi sistemi, con l’obiettivo di renderli sempre più efficaci nel limitare gli eccessi di velocità. Al momento, tuttavia, non risultano decisioni definitive né norme approvate che prevedano il controllo remoto delle vetture.

Il confronto politico

La questione continua a dividere i gruppi politici europei. Da una parte c’è chi ritiene necessario rafforzare gli strumenti tecnologici per aumentare sicurezza e prevenzione; dall’altra chi teme che il progressivo ricorso agli algoritmi possa ridurre gli spazi di libertà individuale e aumentare il livello di controllo esercitato sulle attività quotidiane dei cittadini.

Il confronto proseguirà nei prossimi mesi durante i negoziati tra Parlamento europeo, Consiglio e Commissione, dai quali dipenderà il testo definitivo delle future norme.

Fonte: La Verità.