Furto Fen***yl, ecco dove potrebbero essere finiti i farmaci dell’ospedale israelitico

Francesco Meletti

05/07/2026

Ottanta fiale di fentanyl sparite nel nulla, una cassaforte senza segni di effrazione e un’indagine che si allarga di ora in ora. Il furto avvenuto all’interno dell’ospedale Israelitico di Roma continua ad alimentare interrogativi, mentre gli investigatori cercano di capire chi abbia sottratto uno dei farmaci più pericolosi e ricercati sul mercato illecito.

Secondo gli inquirenti, l’ipotesi principale resta quella di un furto su commissione finalizzato alla rivendita sul mercato nero. Il quantitativo sottratto sarebbe infatti sufficiente a ricavare fino a 20mila dosi destinate al consumo illecito, motivo per cui il caso è stato subito considerato di estrema gravità. La Procura di Roma ha aperto un fascicolo, mentre Palazzo Chigi ha convocato una riunione d’urgenza e il Ministero della Salute ha disposto un’ispezione straordinaria. Le indagini sono affidate ai Carabinieri del Nas.

Dove potrebbero essere finite le fiale?

La domanda che tutti si pongono riguarda la destinazione finale del fentanyl scomparso. L’ipotesi investigativa più accreditata è quella del traffico illegale di stupefacenti. Il fentanyl è infatti un potente oppioide sintetico che, se immesso nel mercato clandestino, può essere utilizzato puro oppure come sostanza da taglio per altre droghe, aumentando in modo esponenziale il rischio di overdose.

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Gli investigatori stanno cercando di ricostruire ogni passaggio avvenuto all’interno della farmacia ospedaliera. La cassaforte non presentava segni di effrazione e la chiave risultava accessibile a più persone autorizzate. Un elemento che rende ancora più complessa la ricostruzione dell’accaduto.

Le indiscrezioni circolate nelle ultime ore

Accanto alle informazioni ufficiali, nelle ultime ore sono iniziate a circolare anche numerose indiscrezioni. Tra queste, Il Giornale d’Italia ha riportato che intorno alla vicenda sarebbero emerse diverse voci e ricostruzioni non confermate, che ipotizzano scenari differenti rispetto alla pista del mercato nero.

Si tratta però esclusivamente di indiscrezioni giornalistiche che, allo stato attuale, non trovano conferma negli atti dell’inchiesta né nelle comunicazioni diffuse dagli investigatori. Le autorità continuano infatti a seguire la pista del traffico illecito di sostanze stupefacenti, considerata al momento quella maggiormente supportata dagli elementi raccolti.

L’allarme del Governo

La vicenda ha spinto il Governo ad alzare immediatamente il livello di attenzione. Dopo il furto è stata convocata una riunione a Palazzo Chigi alla presenza dei rappresentanti del Ministero della Salute, della Direzione centrale per i servizi antidroga, della Regione Lazio e del Dipartimento per le politiche contro le dipendenze.

Contestualmente è stata emanata una circolare che rafforza ulteriormente le procedure di custodia e controllo dei medicinali contenenti fentanyl, invitando tutte le strutture sanitarie a verificare la corretta gestione delle sostanze stupefacenti.

Indagini ancora aperte

Nel frattempo i Carabinieri del Nas stanno ascoltando il personale che aveva accesso all’armadio blindato e stanno analizzando registri, procedure interne e movimenti effettuati nei giorni precedenti alla denuncia del furto.

Al momento non risultano persone indagate e resta ancora sconosciuta la destinazione finale delle 80 fiale. Gli investigatori puntano a ricostruire l’intera catena dei fatti per capire se si sia trattato dell’azione di una singola persona o di un’organizzazione più ampia interessata a immettere il farmaco nel circuito illegale.