Il delitto di Garlasco continua ad alimentare il dibattito pubblico. A quasi diciannove anni dall’omicidio di Chiara Poggi, ogni nuovo elemento torna al centro dell’attenzione di investigatori, esperti e opinione pubblica. Nelle ultime settimane il caso è stato rilanciato dalla nuova inchiesta che coinvolge Andrea Sempio, mentre resta aperto il confronto sulla condanna definitiva di Alberto Stasi.
A riaccendere la discussione è stata anche l’ultima puntata di Quarto Grado, nel corso della quale è stata illustrata una nuova consulenza tecnica dedicata ai movimenti compiuti da Alberto Stasi all’interno della villetta di via Pascoli la mattina del ritrovamento del corpo di Chiara Poggi.
La nuova consulenza sulla camminata di Alberto Stasi
La consulenza, commissionata dai legali della famiglia Poggi, cerca di rispondere a una delle domande che accompagnano il caso fin dall’inizio: Alberto Stasi poteva attraversare il corridoio senza sporcare le scarpe di sangue? Secondo il consulente Fabio Falleti, la risposta sarebbe negativa.
L’esperto sostiene che lo spazio disponibile per il passaggio fosse estremamente ridotto. In particolare, la presenza della porta a libro aperta e della vasta macchia di sangue sul pavimento avrebbe lasciato un corridoio utile di appena 34 centimetri, rendendo molto difficile evitare il contatto con il sangue.
Il ruolo della porta e della macchia di sangue
Secondo la ricostruzione illustrata durante la trasmissione, il corridoio misura complessivamente 134 centimetri, ma la configurazione della porta e la posizione della cosiddetta gora di sangue restringerebbero notevolmente lo spazio percorribile.
Il consulente ha inoltre evidenziato che nella ricostruzione effettuata nel 2009 non sarebbe stata considerata la porta che separava il soggiorno dal corridoio. La presenza di questo elemento, secondo la consulenza, avrebbe modificato la traiettoria obbligata del passaggio, spingendola verso la zona interessata dalle tracce di sangue.
L’elastico di Chiara Poggi e gli altri dubbi
Tra gli elementi presi in esame figura anche l’elastico nero perso da Chiara Poggi durante l’aggressione. L’oggetto si trovava a pochi centimetri dalla porta e dalla macchia di sangue e rappresenta uno dei punti utilizzati nella ricostruzione dei movimenti all’interno dell’abitazione.
Secondo la nuova analisi, proprio quella zona sarebbe stata una delle poche disponibili per il passaggio, circostanza che continua ad alimentare interrogativi sulla dinamica ricostruita nel corso delle indagini.
Il dibattito resta aperto
La nuova consulenza ha riacceso il confronto tra chi ritiene corretta la condanna di Alberto Stasi e chi, invece, sostiene la necessità di approfondire ulteriormente il caso alla luce delle nuove indagini. Sui social continuano a susseguirsi commenti e interpretazioni contrastanti, mentre gli sviluppi dell’inchiesta vengono seguiti con grande attenzione.
Nel frattempo prosegue l’esame degli atti relativi al nuovo filone investigativo. Eventuali decisioni sulle prossime mosse giudiziarie potrebbero arrivare nei prossimi mesi, mentre il caso Garlasco continua a rimanere uno dei più discussi della cronaca italiana.





