Sorelle ritrovate, la zia che le ha nascoste rivela: “Perché l’ho fatto”

Francesco Meletti

22/06/2026

 

Emergono nuovi dettagli sulla vicenda di Sarah e Alisya, le due sorelle di 12 e 16 anni ritrovate dopo quindici giorni di ricerche a Rio Fresco, nel territorio di Formia. A parlare è Maria Sofia Di Russo, la donna che avrebbe ospitato le ragazze nell’abitazione dove sono state rintracciate dalle forze dell’ordine dopo la loro scomparsa dalla casa famiglia di Civitella Alfedena, in provincia dell’Aquila.

La donna ha raccontato la propria versione dei fatti, sostenendo di aver agito esclusivamente per aiutare le due minorenni e di non aver tratto alcun beneficio dalla loro permanenza nella sua abitazione.

«Le hanno portate alle quattro del mattino»

Secondo quanto riferito da Maria Sofia Di Russo, le ragazze sarebbero arrivate nella sua casa nelle prime ore del mattino.

«Il nonno e il compagno della mamma me le hanno portate alle quattro del mattino, ma già dal giorno prima mi avevano detto che sarebbero arrivate», ha dichiarato.

L’appartamento sarebbe stato preparato per accogliere le due sorelle anche per un periodo prolungato. La donna ha spiegato che nella casa erano presenti alimenti, vestiti e beni di prima necessità destinati alle ragazze.

«Non sapevo quanto sarebbero rimaste. Mi avevano portato molto cibo e pensavo potessero fermarsi anche per diverso tempo», ha raccontato.

«Pensavo di fare la cosa giusta»

La donna ha ammesso di aver agito anche in base alle proprie convinzioni sulla situazione familiare delle due sorelle.

«L’ho fatto per le bambine. Pensavo fosse la cosa giusta e speravo che potessero tornare dalla mamma, così da chiudere questa storia», ha spiegato.

Secondo il suo racconto, durante la permanenza nell’abitazione Sarah e Alisya trascorrevano gran parte della giornata nella loro stanza e conducevano una vita riservata.

«Mangiavamo insieme a pranzo e poi stavano quasi sempre in camera», ha affermato.

La donna ha inoltre precisato di non aver ricevuto alcun compenso economico per l’ospitalità concessa alle due ragazze.

«Non mi hanno dato soldi. L’ho fatto con il cuore. Quelle bambine non le avevo mai incontrate prima, ma sono parenti di mio marito. Se fosse stato vivo, avrebbe fatto la stessa cosa», ha dichiarato.

Le indagini proseguono

Maria Sofia Di Russo ha riconosciuto di essere consapevole dei possibili rischi legali legati alla sua scelta, ribadendo però di aver agito esclusivamente per aiutare le due minori.

«Sono spaventata, ma volevo soltanto proteggerle. Non volevo sapere altro, volevo solo dare una mano», ha detto.

Le sue dichiarazioni saranno ora valutate dagli investigatori nell’ambito dell’inchiesta aperta dalla Procura per chiarire il ruolo delle persone coinvolte nell’allontanamento delle due sorelle dalla struttura che le ospitava. L’indagine punta a ricostruire tutti i passaggi della vicenda e ad accertare eventuali responsabilità di chi avrebbe favorito o agevolato la permanenza delle ragazze lontano dalla comunità educativa.