Salis, scandalo nomine per la leader del campo largo

Giovanni Poloni

23/04/2026

I sondaggi la danno come la principale alternativa a Giuseppe Conte nella corsa alla guida del campo largo, e le cronache nazionali la dipingono come la nuova anti-Meloni. Ma mentre Silvia Salis sale sui palcoscenici della politica italiana, nella sua Genova si apre una polemica di quelle che lasciano il segno — perché mescola amicizie personali, finanziamenti elettorali e un bando di concorso che sembra cucito addosso a una persona specifica.

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Il museo, il bando e la figura già designata

Al centro della vicenda c’è il Mu.MA — Istituzione Musei del mare e delle migrazioni — uno dei musei più visitati di Genova e di rilievo internazionale. Il suo fondatore e storico direttore, Pierangelo Campodonico, va in pensione dopo oltre quarant’anni di carriera. Per scegliere il suo successore, il Comune ha optato per un bando interno. Una scelta già di per sé discussa, ma che diventa ancora più controversa alla luce di quanto riportato dal Fatto Quotidiano: secondo l’opposizione, la figura da nominare sarebbe già stata decisa.

Il nome che circola con più insistenza è quello di Elena Putti — ex consigliera di municipio fuoriuscita dal Pd, dipendente comunale e conservatrice dei musei civici. Fin qui, nulla di necessariamente scandaloso. Il problema, come scrive Marco Grasso sul Fatto, sono due dettagli che l’opposizione considera tutt’altro che trascurabili.

Compagna di classe e marito finanziatore

Il primo: Elena Putti sarebbe stata compagna di classe di Silvia Salis. Il secondo: suo marito, l’imprenditore portuale Federico Martinoli, figura tra i finanziatori della campagna elettorale della sindaca con un versamento di 2.500 euro. Due elementi che, presi insieme, disegnano un quadro difficile da ignorare — soprattutto per chi si candida a guidare il campo largo sul tema della trasparenza e della discontinuità rispetto ai vecchi metodi della politica.

Il terzo elemento che fa esplodere la polemica