La tragedia avvenuta a Catanzaro, dove una donna di 46 anni si è lanciata dal balcone della propria abitazione insieme ai suoi tre figli piccoli, continua a scuotere l’opinione pubblica italiana. Mentre gli investigatori cercano di ricostruire con precisione le ultime ore prima del gesto, sul caso è intervenuto anche lo psichiatra Paolo Crepet, che ha voluto porre l’attenzione su un aspetto spesso trascurato quando si affrontano vicende di questo tipo.
Secondo Crepet, parlare di un gesto improvviso o di un semplice raptus rischia di semplificare in modo pericoloso una sofferenza molto più profonda.
“Non chiamatelo un gesto d’impeto, perché altrimenti dovremmo pensare che chiunque possa alzarsi una sera e compiere un atto simile. Non è così. Dietro c’è sempre un percorso di dolore che cresce nel tempo”, ha spiegato.
“Dietro non c’è un attimo, ma un dolore che si accumula”
Per lo psichiatra, tragedie come quella di Catanzaro non nascono in pochi secondi, ma rappresentano spesso il punto finale di una sofferenza silenziosa che può andare avanti per mesi o addirittura per anni.
Crepet sottolinea che, in molti casi, il disagio resta invisibile anche alle persone più vicine, soprattutto quando chi soffre continua a mostrarsi all’esterno come una persona normale, composta e apparentemente serena.
“Il problema è che spesso ci si accorge del dolore solo quando è troppo tardi. E questo dovrebbe interrogarci tutti”, ha osservato.
Crepet, cosa c’è dietro la tragedia di Catanzaro
Il punto centrale dell’intervento di Crepet riguarda il tema della solitudine, che a suo avviso rappresenta una delle emergenze più profonde della società contemporanea.
Secondo l’esperto, dietro molte tragedie familiari si nasconde proprio l’assenza di una rete reale di ascolto: persone che vivono accanto ad altri ma che in realtà affrontano il proprio dolore completamente da sole.
“Non basta dire che era una donna riservata o religiosa. Bisogna chiedersi se qualcuno abbia davvero visto il suo dolore”, ha dichiarato.
Per Crepet, non si tratta semplicemente di un problema individuale, ma di un fenomeno più ampio che riguarda il modo in cui oggi si vivono i rapporti umani. Vediamo di più nella pagina successiva.
