In pochi minuti una giornata qualunque si è trasformata in un incubo. La gente che corre, le urla, le chiamate disperate ai soccorsi. E quel rumore secco, ripetuto, che fa capire subito che non è un petardo e nemmeno un incidente. Da lì, la paura si è allargata come un’onda.
Per ore, in una grande città europea, la tensione è salita mentre le forze dell’ordine provavano a ricostruire cosa stesse succedendo e soprattutto a fermare chi, armato, aveva scelto di colpire in mezzo alla folla. Un’azione rapida, violenta, e poi la fuga dentro un edificio.
Secondo le prime ricostruzioni, un uomo avrebbe iniziato a sparare contro i passanti in strada, scatenando il panico e costringendo decine di persone a cercare riparo dove potevano.
Il bilancio, fin da subito, è apparso pesantissimo: sei persone morte e quattordici ferite. Tra i feriti ci sarebbe anche un ragazzo di 12 anni. Alcuni sarebbero in condizioni serie e, come accade in queste ore drammatiche, il conteggio potrebbe ancora cambiare.
Dopo i colpi esplosi all’aperto, l’aggressore si sarebbe rifugiato in un supermercato, portando dentro la paura insieme a sé. In quel momento, chi era all’interno si è trovato improvvisamente prigioniero: l’uomo avrebbe preso in ostaggio alcune persone presenti nella struttura.
La zona è stata circondata e messa in sicurezza. Sul posto sono intervenute le unità speciali, mentre continuavano ad arrivare aggiornamenti frammentari e testimonianze cariche di shock. L’operazione è andata avanti a lungo, con l’obiettivo di liberare i civili senza aggravare ulteriormente la situazione.
Le forze speciali sarebbero riuscite a liberare quattro ostaggi prima della fase finale dell’intervento. L’aggressore è stato poi neutralizzato ed è morto durante l’operazione, secondo quanto riferito nelle prime comunicazioni.
La ricostruzione provvisoria indica che quattro persone sarebbero morte sul posto, una all’interno del supermercato e un’altra in ospedale, dove non ce l’ha fatta a causa delle ferite riportate. Un elenco che pesa, e che lascia una città intera con la domanda più difficile: perché.
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