Ci sono vicende che, inizialmente, sembrano rientrare nella sfera della tragedia domestica, ma che con il passare del tempo assumono contorni sempre più complessi. Episodi che spingono gli investigatori a scavare a fondo, tra relazioni personali e dettagli apparentemente marginali, alla ricerca di una verità che fatica a emergere.
È quanto sta accadendo nel caso che ha colpito profondamente una piccola comunità, dove due morti ravvicinate hanno aperto uno scenario ben diverso da quello ipotizzato nelle prime ore.
Il giallo di Pietracatella: l’ombra della ricina e i nuovi interrogatori
Per la seconda volta in meno di dieci giorni, la cugina di Gianni Di Vita è stata ascoltata dagli investigatori presso la Questura di Campobasso. Un nuovo interrogatorio durato diverse ore, finalizzato a ricostruire quanto accaduto nei giorni di Natale.
Le vittime sono Sara e sua madre Antonella, inizialmente curate per una sospetta intossicazione alimentare, ma successivamente risultate morte per avvelenamento da ricina. Un elemento che ha completamente ribaltato l’impostazione iniziale delle indagini.
Negli ultimi giorni, gli uomini della Squadra Mobile, guidata da Marco Graziano, hanno ascoltato numerose persone informate sui fatti, estendendo gli accertamenti anche a conoscenti e contatti esterni.
Il numero delle persone sentite continua a crescere: sono già oltre quaranta quelle ascoltate dall’apertura del nuovo filone d’indagine per duplice omicidio premeditato.
La cugina di Gianni Di Vita, insegnante residente a poca distanza dalla casa della tragedia, è una figura centrale nella ricostruzione dei fatti. Attualmente ospita l’uomo e la figlia Alice, gli unici due superstiti della famiglia.
Già ascoltata nei giorni immediatamente successivi ai decessi, è stata nuovamente convocata per chiarire alcuni aspetti ritenuti rilevanti dagli inquirenti. Al momento non sono stati resi noti i motivi precisi di questa nuova audizione.
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