“Ma quella è…”. Sanremo, entra all’improvviso e il pubblico esplode

Giovanni Poloni

26/02/2026

Una serata che doveva scorrere tra canzoni, voti e adrenalina si è trasformata, all’improvviso, in un momento di memoria collettiva. La seconda serata del Festival di Sanremo 2026 si è aperta con la tensione tipica della gara, ma ha finito per lasciare spazio a qualcosa di diverso: un’emozione condivisa, densa, quasi palpabile.

Dopo l’esordio che aveva acceso i riflettori su tutti e trenta i Big in gara, l’Ariston si è ritrovato a fare i conti con un tono più intimo e raccolto. La musica è rimasta al centro, certo, ma accanto alla competizione ha preso forma un sentimento che ha unito il teatro: il ricordo.

Una seconda serata tra gara e memoria

Non è stata soltanto una sequenza di esibizioni e confronti artistici. Carlo Conti aveva promesso un’edizione capace di intrecciare passato e presente, celebrando le figure che hanno fatto la storia del Festival.

Dopo l’omaggio a Pippo Baudo e il tributo al Maestro Peppe Vessicchio, la seconda serata ha aggiunto un nuovo tassello a questo percorso. Un passaggio che, per molti, ha avuto il sapore di un cerchio che si chiude, dopo mesi rimasti sospesi.

Festival di Sanremo 2026, l'Ariston durante la seconda serata

Sanremo 2026, Camilla Ardenzi sul palco: tutti commossi

Al centro della scena è tornato il nome di Ornella Vanoni, artista scomparsa il 21 novembre 2025 e da sempre legata al palco dell’Ariston. L’omaggio più atteso è arrivato attraverso la voce della nipote Camilla Ardenzi, entrata quasi a sorpresa.

Camilla ha scelto di riprendere un filo rosso iniziato nel 1970, quando Vanoni partecipò alla ventesima edizione del Festival insieme a I Camaleonti con Eternità, classificandosi al quarto posto. A distanza di 56 anni, quello stesso brano è risuonato di nuovo in teatro, con un significato ancora più intenso, capace di commuovere l’intera platea.

Camilla Ardenzi all'Ariston per l'omaggio a Ornella Vanoni