“Si è dimesso”. Terremoto nel centrodestra, l’annuncio poco fa

Francesco Meletti

26/03/2026

Dietro l’uscita di scena di Gasparri c’è una pressione politica crescente. Determinante la lettera firmata da 14 senatori su 20, tra cui Maria Elisabetta Alberti Casellati e Paolo Zangrillo, che hanno chiesto un cambio di passo «nell’interesse dell’unità del partito».

Un passaggio che certifica la profondità della crisi interna. La leadership parlamentare diventa il primo terreno su cui si misura la volontà di rinnovamento dopo la sconfitta al referendum.

Gasparri, storico esponente azzurro e figura vicina a Antonio Tajani, non esce però di scena. Per lui si apre una nuova prospettiva: la candidatura alla presidenza della commissione Esteri del Senato, incarico che dovrebbe essere formalizzato nei prossimi giorni.

Il cambio alla guida del gruppo non è un episodio isolato. Si inserisce in un clima di confronto acceso dentro Forza Italia, alimentato da un risultato referendario giudicato deludente, soprattutto nelle regioni tradizionalmente più vicine al partito.

A pesare è anche il malumore della famiglia Berlusconi, che avrebbe sollecitato un’analisi approfondita e interventi immediati. Un segnale che ha accelerato i tempi della decisione e reso inevitabile l’avvicendamento.

Le parole dello stesso Gasparri restano improntate alla linea politica del partito: opposizione netta su alcuni dossier chiave, a partire dal finanziamento del servizio pubblico. Ma il messaggio politico, ormai, passa soprattutto attraverso il suo passo indietro.

Con le dimissioni ufficiali, si apre una nuova fase. Forza Italia prova a ricompattarsi e a rilanciare la propria identità, ma il cambio al vertice del gruppo al Senato racconta una verità difficile da nascondere: la stagione delle tensioni interne è tutt’altro che chiusa.