“E poi arriva lui!”. Nuovo Ct Italia, potrebbe esordire contro la Grecia

Giovanni Poloni

02/04/2026

Baldini ct della Nazionale: chi è l'allenatore

Una crisi che scuote il calcio italiano

Il calcio italiano sta vivendo una delle fasi più turbolente degli ultimi anni, con una crisi istituzionale profonda che coinvolge i vertici federali e la gestione della Nazionale. Le difficoltà non nascono all’improvviso, ma sono il risultato di una serie di problemi accumulati nel tempo: risultati deludenti, gestione contestata e una crescente pressione mediatica e politica.

Negli ultimi mesi, infatti, il malcontento attorno al movimento calcistico italiano è aumentato progressivamente. Le prestazioni della Nazionale hanno alimentato dubbi e critiche, mentre il sistema nel suo complesso viene accusato di non riuscire a valorizzare i giovani talenti e di essere rimasto indietro rispetto ad altre realtà europee.

Le dimissioni di Gravina e il vuoto ai vertici

In questo contesto già delicato, la decisione di Gabriele Gravina di dimettersi dalla presidenza della FIGC rappresenta un punto di rottura definitivo. Si tratta di una scelta che segna la fine di un ciclo e apre una fase di totale incertezza per la governance del calcio italiano.

Le dimissioni non arrivano isolate, ma si inseriscono in un clima di tensione generale che coinvolge l’intero organigramma federale. La sensazione è quella di un vuoto di potere che rende necessarie decisioni rapide per evitare ulteriori ripercussioni sull’organizzazione sportiva e sulle competizioni internazionali.

Non a caso, si fa sempre più concreta l’ipotesi di un commissariamento della FIGC, ritenuto da molti come l’unica soluzione per ristabilire ordine e avviare una riforma strutturale del sistema.

Dimissioni a catena e caos organizzativo

Il terremoto ai vertici sembra aver coinvolto anche altre figure chiave del movimento. Secondo diverse indiscrezioni, Gennaro Gattuso e Gianluigi Buffon avrebbero rassegnato le dimissioni dai rispettivi incarichi, contribuendo ad aggravare ulteriormente la situazione.

Questa serie di addii lascia la federazione in una condizione di grande fragilità, con ruoli fondamentali scoperti proprio in un momento in cui sarebbe necessaria stabilità. Il clima è reso ancora più teso dalle critiche sulla gestione tecnica e strategica della Nazionale, finite sotto la lente sia degli addetti ai lavori sia dell’opinione pubblica.

L’urgenza di un nuovo commissario tecnico