Daniela Santanchè è entrata nella fase più delicata della sua permanenza al governo, stretta tra la richiesta di dimissioni arrivata direttamente da Giorgia Meloni e un clima interno a Fratelli d’Italia che si è fatto improvvisamente ostile. La ministra del Turismo, sorpresa dall’accelerazione della premier nel pieno delle conseguenze del referendum, prova a resistere e costruisce una linea difensiva politica prima ancora che personale. Il punto è semplice e insieme esplosivo: non accetta di essere sacrificata come simbolo di una crisi che riguarda l’intero esecutivo, né di diventare il capro espiatorio di una fase complicata per la maggioranza.
La giornata segna un passaggio netto. Il messaggio che arriva da Palazzo Chigi è chiaro, diretto, senza margini: dimissioni subito, per chiudere una partita che rischia di allargarsi. Il tentativo di mediazione affidato a Ignazio La Russa non produce effetti e anzi certifica la distanza ormai evidente tra la ministra e il vertice del governo. Santanchè risponde con un rifiuto altrettanto netto, che rimbalza nei corridoi del partito e nelle chat interne, alimentando una tensione che cresce di ora in ora e che mette in discussione non solo la sua posizione, ma anche gli equilibri complessivi della maggioranza.