La polemica ha rapidamente superato i confini dei social. A intervenire è stato il senatore del Partito Democratico Filippo Sensi, che ha definito la presenza della modella russa all’Ariston “una rara vergogna”.
“La presenza della modella russa a Sanremo è una rara vergogna per la direzione che l’ha scelta, per il Festival, per la Rai e per il nostro Paese, sempre più rapido a normalizzare l’assurdo della aggressione all’Ucraina”, ha scritto Sensi sui social.
Un attacco diretto che inserisce la partecipazione di Shayk in un contesto geopolitico più ampio, legato alla guerra in Ucraina e al ruolo del servizio pubblico. La questione non è più soltanto televisiva o artistica, ma politica.
Al momento non risultano repliche ufficiali da parte della Rai o della direzione artistica. Ma l’episodio conferma come Sanremo continui a essere molto più di un festival musicale: un palcoscenico che riflette tensioni culturali, mediatiche e politiche del Paese.
E mentre la gara prosegue, il dibattito resta acceso. Tra glamour, imprevisti e scontri istituzionali, la 76ª edizione del Festival si sta rivelando una delle più discusse degli ultimi anni.