La terza serata del Festival di Sanremo 2026 doveva essere quella del rilancio. Ospiti internazionali, super model sul palco e un cast pensato per alzare l’asticella. Invece, per molti, è stata la puntata delle figuracce e delle polemiche, tra problemi tecnici, scivoloni in diretta e una presenza che continua a far discutere: quella di Irina Shayk.
L’Ariston si è ritrovato al centro di un vortice mediatico che ha superato i confini della musica. E mentre il pubblico commentava sui social, il caso è arrivato anche in Parlamento.
Il duetto interrotto e la “figuraccia” internazionale
Il momento più atteso della serata era senza dubbio il duetto tra Eros Ramazzotti e Alicia Keys. L’inizio, però, è stato tutt’altro che trionfale: la cantante americana ha fermato tutto prima ancora di cominciare, segnalando un problema tecnico che le impediva di sentire correttamente in cuffia.
“Non è colpa mia”, ha scherzato Ramazzotti, mentre Carlo Conti correva ai ripari mandando la pubblicità. L’episodio ha scatenato il web, che ha parlato di “figuraccia in mondovisione”, soprattutto considerando la rarità di una presenza internazionale di quel calibro sul palco del Festival.
La parolaccia in diretta e l’imbarazzo di Conti
Non è finita lì. Nel corso di un collegamento con Paolo Sarullo, giovane rimasto tetraplegico dopo un episodio di bullismo, il ragazzo ha concluso il suo intervento con un grido di forza: “Non si molla un ca**o”.
Conti ha sorriso, cercando di alleggerire l’imbarazzo, ma l’espressione è stata ripetuta più volte. Sui social, però, il sentimento prevalente non è stato negativo: in molti hanno apprezzato la spontaneità e la grinta del giovane ospite.
Irina Shayk, tra glamour e accuse di essere “una statuina”
Al centro delle critiche, però, è finita soprattutto Irina Shayk. La top model russa, annunciata come grande nome internazionale della serata, è stata accusata sui social di aver svolto un ruolo marginale, limitandosi a poche frasi in italiano e alla lettura dei cartellini con i nomi degli artisti.
“Bella statuina”, “soprammobile”, “inutile”, sono alcuni dei commenti circolati online. A pesare, secondo molti utenti, non sarebbe stata solo la barriera linguistica, ma una certa difficoltà a integrarsi nel contesto televisivo del Festival.
La critica principale riguarda la scelta stessa: puntare su un volto iconico della moda, ma poco abituato alla conduzione televisiva in italiano, per un evento simbolo della Rai.