Salis e Vannacci sull’Iran, dichiarazioni a confronto: cosa hanno detto

Giovanni Poloni

28/02/2026

La dichiarazione di Roberto Vannacci

La prima affermazione, è attribuita a Roberto Vannacci:

“Gli Stati Uniti attaccano l’Iran. C’è un aggressore e un aggredito. Quindi, ora mi aspetto che Frau von der Leyen costituisca un fondo da 90 miliardi da elargire a Teheran. Poi mi aspetto che i Paesi europei varino degli aiuti in termini di armi e sostegno per gli ayatollah. E poi Bruxelles dovrà varare un pacchetto di sanzioni per mettere in ginocchio l’economia degli Stati Uniti. Dovrà intervenire l’Onu, perché è stato violato il diritto internazionale e poi tutti gli atleti e gli artisti americani dovranno essere esclusi dalle competizioni sportive e culturali. Infine, mi aspetto che Calenda visiti i Pasdaran per portare loro il suo sostegno”.

Un testo costruito come paradosso politico, con cui l’eurodeputato critica quella che considera una doppia morale nelle reazioni europee alle crisi internazionali.

La posizione espressa da Ilaria Salis

La seconda dichiarazione è invece di Ilaria Salis:

“Iran, gli attacchi criminali condotti dall’asse fascio-genocidario Stati Uniti e Israele non hanno nulla a che vedere con il sostegno al popolo iraniano oppresso dal regime. Diritti e libertà non c’entrano nulla. In gioco ci sono esclusivamente equilibri di potenza, controllo delle risorse, egemonia geopolitica. È una sporca guerra di predazione e sottomissione, condotta in aperta violazione del diritto internazionale e priva di qualsiasi legittimità. L’Italia deve rifiutare questa guerra e non contribuirvi in alcun modo, neppure indirettamente o con il più piccolo gesto di sostegno. Il Governo Meloni non provi a trascinarci in questo disastro – che nelle prossime ore e nei prossimi giorni potrebbe ulteriormente estendersi – per compiacere, ancora una volta, Trump e Netanyahu. L’Unione Europea, se dimostrasse di avere un po’ di schiena dritta e coerenza con i valori su cui si fonda, dovrebbe finalmente: 1. disallinearsi da Stati Uniti e Israele; 2. rompere con la NATO; 3. affermare una politica estera autonoma. Un’autonomia incardinata sulla difesa del diritto internazionale, senza eccezioni né doppi standard; sull’impegno concreto e attivo per il disarmo nucleare globale; e sulla promozione di una nuova architettura di sicurezza collettiva orientata alla pace”.

“Con questa classe dirigente, non lo farà. Statene certi. Ma noi, dal basso e da sinistra, dobbiamo lottare perché questo diventi possibile”.

Il confronto politico

Entrambe le prese di posizione criticano l’azione militare occidentale, pur con linguaggi e riferimenti politici differenti. Il confronto ha generato reazioni contrastanti nel dibattito pubblico, evidenziando quanto la crisi in Medio Oriente stia polarizzando anche il panorama politico italiano.