Referendum giustizia, Giorgia Meloni a Quarta Repubblica: cosa è vero e cosa no nelle sue dichiarazioni

Giovanni Poloni

19/03/2026

In vista del referendum sulla giustizia del 22 e 23 marzo, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni è intervenuta a “Quarta Repubblica” rilanciando le ragioni del Sì. Durante l’intervista, la premier ha toccato diversi temi, dalla separazione delle carriere dei magistrati fino alla gestione dei migranti.Alcune dichiarazioni, però, sono state oggetto di verifica da parte di Pagella Politica e in più casi risultano imprecise o fuorvianti, mentre altre trovano conferma nei dati ufficiali.

Separazione delle carriere: posizioni semplificate

Meloni ha sostenuto che in passato Partito Democratico e Movimento 5 Stelle fossero favorevoli a riforme simili a quelle attuali. In realtà, la situazione è più complessa.

Il PD non ha mai adottato una linea ufficiale a favore della separazione delle carriere, mentre il M5S ha discusso riforme del CSM senza mai indicare chiaramente il sorteggio come soluzione definitiva. Anche il magistrato Nicola Gratteri si è espresso in passato a favore del sorteggio, ma con modalità diverse rispetto alla riforma proposta dal governo.

Alta Corte disciplinare: numeri non completi

Secondo Meloni, nella futura Alta Corte disciplinare il peso dei membri non magistrati sarebbe molto limitato. Tuttavia, il dato risulta incompleto.

La nuova struttura prevista dalla riforma includerebbe infatti 15 membri, di cui 9 magistrati e 6 non magistrati. Questo significa che la componente “laica” rappresenterebbe circa il 40% e non una quota marginale come suggerito dalla premier.

CSM: come vengono eletti i membri laici

Meloni ha descritto il sistema di elezione dei membri laici del CSM come una spartizione tra partiti. In questo caso, la sua affermazione è sostanzialmente corretta.

L’elezione richiede infatti maggioranze qualificate e porta spesso i partiti a trovare accordi politici. Tuttavia, il sistema è strutturato proprio per evitare che una sola maggioranza possa controllare completamente l’organo.

Ingiusta detenzione: è vero o no?