Secondo quanto riportato dal Corriere della Sera, l’uomo sarebbe Gian Luca Pelloni Bulzoni, nato a Ferrara nel 1964 e residente a Roma. Per anni avrebbe lavorato accanto alla Carrà come segretario personale e manager, diventando una delle persone più vicine all’artista.
Il nome emerso nelle carte del tribunale
La vicenda è emersa nel corso di un contenzioso legale legato al musical “Ballo ballo”, spettacolo teatrale ispirato alle canzoni della Carrà e nato dopo il film omonimo del 2020.
Pelloni Bulzoni avrebbe chiesto al Tribunale di Roma di bloccare la realizzazione e la diffusione dello spettacolo sostenendo di essere il titolare dei diritti legati all’immagine, alla voce, al nome e alle opere dell’artista.
Nelle carte giudiziarie l’uomo viene indicato come “figlio adottivo” e “unico erede”, titolare quindi dei diritti di utilizzazione economica e morale sulle opere della Carrà.
Tuttavia, la questione rimane complessa: la presenza di questa indicazione nei documenti non significa automaticamente che la situazione ereditaria sia già stata definitivamente accertata o chiarita in tutti i suoi aspetti.
La decisione del tribunale
La giudice Laura Centofanti del Tribunale di Roma non ha accolto la richiesta di bloccare lo spettacolo teatrale. Il motivo principale è che le 36 rappresentazioni previste del musical si erano già svolte e non erano in programma ulteriori repliche.
Eventuali richieste di risarcimento o ulteriori azioni legali potranno essere valutate nel processo di merito.
Quanto vale il patrimonio di Raffaella Carrà
La rivelazione ha inevitabilmente riacceso l’interesse sull’eredità economica lasciata dalla Carrà. Secondo diverse stime pubblicate negli anni dopo la sua morte, il patrimonio complessivo della showgirl potrebbe superare i 30-40 milioni di euro, considerando immobili, diritti d’autore e investimenti.