Proprio Bonaccini ha usato parole durissime, parlando di “legge truffa” e denunciando il fatto che, a differenza di comuni, regioni ed Europa, per il Parlamento «decidono in pochi in una stanza a Roma».
L’area che fa riferimento al presidente dell’Emilia-Romagna rischia di trovarsi stretta tra la linea della segreteria e le pressioni della minoranza. In questo contesto, l’ipotesi di una fuoriuscita non viene più considerata solo teorica.
Il rebus dei centristi e la norma del “miglior perdente”
Ma uscire dal Pd non è una scelta semplice. La norma del miglior perdente, che consente di accedere alla ripartizione dei seggi solo al partito alleato sotto il 3% che ottiene il risultato più alto, costringe eventuali formazioni centriste a unirsi per non rischiare l’irrilevanza.
Una competizione tra piccoli soggetti potrebbe risultare fatale per tutti, tranne uno. Per questo, se davvero qualcuno pensa di salire su un nuovo “carro”, dovrebbe muoversi rapidamente.
Premio di maggioranza e rischio Consulta
Oltre alle tensioni politiche, resta il nodo giuridico. Secondo il costituzionalista Stefano Ceccanti, ci sarebbero due criticità potenziali: il coordinamento del premio di maggioranza tra Camera e Senato e il possibile superamento del tetto del 55% dei seggi assegnati alla coalizione vincente, limite già indicato dalla Corte costituzionale nella sentenza sull’Italicum.
Se questi punti non venissero corretti, il rischio è una bocciatura da parte della Consulta nel giro di pochi mesi, attraverso il meccanismo dei ricorsi.
Una legge che cambia gli equilibri
Nel frattempo, l’iter parlamentare dovrebbe partire dalla Camera, con voto segreto e probabile ricorso alla fiducia da parte della maggioranza per evitare sorprese. Formalmente, sarà uno scontro tra governo e opposizione. Sostanzialmente, la legge ridisegna gli equilibri interni ai partiti e rafforza le leadership.
Per il Pd, però, la vera partita non è solo contro gli avversari politici, ma dentro casa. E il rischio che la nuova legge diventi il detonatore di una frattura interna non appare più un’ipotesi remota.