La legge elettorale accende le chat dem
La nuova legge elettorale rischia di produrre un effetto imprevisto nel Partito democratico: una mini-scissione dei riformisti. È questo il timore che circola nelle chat interne al partito, dove da ore si moltiplicano messaggi e riflessioni sul futuro degli equilibri interni.
L’elemento più contestato è l’assenza delle preferenze. Con le liste bloccate, il potere di decidere chi entra in Parlamento torna saldamente nelle mani dei leader. E questo, per chi non è perfettamente allineato alla segreteria, significa perdere l’ultima leva di autonomia rappresentata dal consenso personale.
Il nodo Schlein e il peso delle correnti

Alle ultime elezioni europee, grazie alle preferenze, la segretaria Elly Schlein era stata costretta a includere nelle liste anche esponenti dell’area riformista, capaci di garantire voti. Con il nuovo sistema, questo equilibrio potrebbe saltare.
Resta prevista una quota per la minoranza, ma la segretaria dovrà tenere conto anche delle correnti di maggioranza: dall’area di Andrea Orlando a quella di Dario Franceschini, passando per Gianni Cuperlo, Goffredo Bettini e l’area di Stefano Bonaccini, oggi formalmente in maggioranza ma con una posizione autonoma.