Nuova legge elettorale, le simulazioni cambiano gli equilibri: chi sarebbe avanti

Giovanni Poloni

27/02/2026

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Le simulazioni: chi partirebbe avanti

Applicando le regole dello Stabilicum ai sondaggi più recenti, emerge un dato chiaro: una coalizione sarebbe in leggero vantaggio e riuscirebbe a ottenere il premio di maggioranza, mantenendo così il controllo di Camera e Senato.

Il margine non sarebbe ampio, ma sufficiente a garantire numeri solidi per governare. Un risultato che consoliderebbe l’attuale assetto di governo, almeno sulla base delle percentuali attuali.

Restano però variabili importanti. Tra queste, il peso delle forze sotto la soglia di sbarramento e la possibile incidenza di liste che oggi oscillano intorno al 3%. Anche pochi decimali potrebbero modificare la distribuzione finale dei seggi.

Le incognite che possono ribaltare tutto

Il primo fattore di incertezza è il referendum sulla giustizia, che potrebbe produrre effetti politici non immediatamente misurabili nei sondaggi. Un esito diverso dalle attese rischierebbe di aprire tensioni sia nella maggioranza sia nelle opposizioni.

C’è poi il tema delle alleanze: con un premio così rilevante, conviene unirsi per superare la soglia oppure correre da soli per preservare identità e consenso? Il dilemma attraversa entrambi gli schieramenti.

Infine, le dinamiche internazionali – dalle elezioni americane ai nuovi equilibri europei – potrebbero incidere indirettamente sulla percezione della leadership italiana.

In sintesi, con le percentuali di oggi una coalizione partirebbe favorita. Ma tra referendum, soglie di sbarramento e possibili scossoni politici, il quadro resta tutt’altro che definitivo.