Secondo quanto emerso, il Capo dello Stato avrebbe manifestato la propria vicinanza a Giorgia Meloni condannando apertamente il linguaggio utilizzato dal propagandista russo. Il messaggio di Mattarella viene interpretato come un segnale istituzionale forte: quando viene colpita la figura del presidente del Consiglio, viene colpita l’intera rappresentanza democratica italiana.
La presa di posizione del Quirinale è stata letta come una risposta netta a un attacco che molti esponenti politici hanno definito non soltanto offensivo, ma anche profondamente lesivo del rispetto tra Stati.
Tajani convoca l’ambasciatore russo
A livello diplomatico, il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha disposto la convocazione dell’ambasciatore russo in Italia per formalizzare la protesta del governo italiano. In un messaggio pubblicato sui social, il vicepremier ha parlato di “gravissime e offensive dichiarazioni” rivolte alla presidente del Consiglio.
Tajani ha ribadito che il confronto politico internazionale può essere duro, ma non può mai trasformarsi in insulti personali contro le istituzioni di un Paese alleato. La convocazione dell’ambasciatore rappresenta dunque un gesto formale ma anche simbolico, che segna un ulteriore irrigidimento dei rapporti tra Roma e Mosca.
La politica italiana si compatta
Le reazioni non si sono fermate alla maggioranza. Da destra a sinistra, quasi tutto il panorama politico italiano ha espresso solidarietà alla premier.
Matteo Salvini ha definito gli insulti “gravi e inaccettabili”, mentre la segretaria del Partito Democratico Elly Schlein ha parlato di “inaccettabili accuse sessiste”, sottolineando che colpire i rappresentanti delle istituzioni italiane significa colpire l’intero Paese.
Anche Giuseppe Conte, Matteo Renzi, Carlo Calenda, Pina Picierno e persino Angelo Bonelli hanno condannato i toni usati dalla tv russa, in una delle rare occasioni in cui la politica italiana si è mostrata compatta davanti a un episodio internazionale.
Una tensione che cresce tra Roma e Mosca
L’episodio si inserisce in un clima già delicato nei rapporti tra Italia e Russia. Il sostegno italiano all’Ucraina e la linea europeista del governo Meloni hanno già provocato negli ultimi mesi diversi momenti di tensione con il Cremlino.
Le parole di Solovyov sembrano confermare come lo scontro tra i due Paesi non si giochi più soltanto sul piano diplomatico, ma anche su quello mediatico, dove la propaganda viene spesso utilizzata come strumento politico.
Adesso l’attenzione si sposta sulla risposta ufficiale di Mosca, mentre il caso continua ad alimentare il dibattito politico italiano e potrebbe aprire un nuovo fronte nei rapporti già fragili tra i due governi.
