Le critiche trasversali: “Usare la malattia mentale non è satira”
Il punto che ha unito voci diverse — sia nel centrodestra che tra utenti che si dichiarano lontani da FdI — è uno solo: usare la malattia mentale come strumento di derisione politica è sbagliato, indipendentemente dal bersaglio.
Nei commenti sotto il post emergono reazioni come: “Ogni opinione è legittima, ma qui si esagera” e “Io la stimo e non sono di destra, ma questo è un pessimo link, non fa ridere”. Il tema della salute mentale — per definizione trasversale e delicato — non sembra terreno fertile per l’ironia politica, almeno non per una parte significativa di chi segue Borrelli.
Dal fronte politico, il deputato di FdI Antonio Baldelli ha risposto duramente: “La politica dovrebbe essere il luogo del confronto sulle idee. Vedere un parlamentare della Repubblica rappresentare il presidente del Consiglio come un ‘caso psichiatrico’ non è satira né critica politica. È linguaggio da hater.” Baldelli ha definito il post un “attacco sessista” che denota “forte immaturità politica”, sottolineando come gli italiani si aspettino dalla politica “serietà e responsabilità, non attacchi da leoni da tastiera”.
Referendum giustizia: una campagna sempre più accesa
L’episodio fotografa la temperatura sempre più alta della campagna per il referendum del 22 e 23 marzo sulla riforma costituzionale della giustizia — la cosiddetta riforma Nordio — che prevede la separazione delle carriere tra giudici e pubblici ministeri, il sorteggio dei componenti dei due nuovi CSM e l’istituzione di una Alta Corte disciplinare. Con i sondaggi che mostrano un quadro estremamente incerto e la partecipazione stimata ancora lontana dal 50%, entrambi i fronti stanno moltiplicando gli sforzi di mobilitazione. Il rischio, in questo contesto, è che la campagna scivoli sempre più verso gli attacchi personali, allontanando ulteriormente gli elettori indecisi invece di convincerli.